Tortura dell'acqua - L'IDF confisca serbatoi a palestinesi e beduini nella Valle del Giordano

Haaretz.com
08.07.2012
http://www.haaretz.com/opinion/water-torture.premium-1.449448

 

Tortura dell’acqua – L’IDF confisca serbatoi d’acqua di palestinesi e beduini nella Valle del Giordano.

Avi è un coordinatore ispettivo per conto dell’Amministrazione Civile – il regime di occupazione, per parlare senza eufemismi. Presumibilmente Avi ama il suo lavoro. Forse è anche orgoglioso di quanto fa. 

di Gideon Levy 

Avi non si preoccupa di riportare il suo cognome nei documenti che firma. Perché dovrebbe farlo? La sua elaborata firma “Avi” è sufficiente per portare a termine i suoi diktat. E quelli di Avi sono tra i più brutali e disumani diktat che siano mai stati imposti da queste parti.

                  amjed zahweh

 

Avi confisca serbatoi che riforniscono d’acqua centinaia di famiglie palestinesi e beduine che vivono nella Valle del Giordano. 

I serbatoi sono l’unica fonte d’acqua per questa gente. Nelle ultime settimane, Avi ha confiscato circa una decina di cisterne, lasciando decine di famiglie con bambini a morire di sete nel caldo orribile della Valle del Giordano. 

I documenti che si prende la briga di completare, in stile elegante, riportano: “C’è motivo di sospettare che abbiano usato la merce di cui sopra per compiere un reato.” I superiori di Avi sostengono che il “reato” consiste nel rubare acqua da una tubatura. Questo è il motivo per cui i serbatoi vengono sequestrati – senz’alcuna indagine ed alcun processo. Benvenuti nella terra dell’illegalità e del male. Benvenuti nella terra dell’Apartheid. Israele non permette a migliaia di questi disgraziati di collegarsi alle condutture dell’acqua. Quest’acqua è per i soli ebrei. Neppure i più grandi propugnatori d’Israele possono negare la diabolica, nazionalistica separazione che viene messa in atto qui. 

L’asse del male si trova a circa un’ora d’auto da casa vostra. Ma emotivamente distante e lontana dal cuore, non ispira alcuna “protesta sociale”. E sulla scala del male israeliano, non è tra i peggiori. Sorretto da documenti e burocrazia, applicato da ispettori apparentemente non violenti, non porta a una sola goccia di sangue, ma non lascia neppure una goccia di acqua. 

L’Amministrazione Civile dovrebbe prendersi cura delle necessità della gente. Ma essa non si ferma alla misura più spregevole – quella di privare la gente e il bestiame dell’acqua nella feroce calura estiva – per attuare l’obiettivo strategico di Israele: cacciare costoro dalle loro terre e purgare la valle dagli abitanti non-ebrei. 

Il furto d’acqua, che sia avvenuto o meno, è naturalmente solo una scusa. Anche se si fosse verificata una cosa di tal genere – che possibilità di scelta hanno queste persone? Le autorità non permetteranno loro di collegarsi alla condutture dell’acqua che passano attraverso i loro campi; condutture la cui acqua scorre a inzuppare i verdi vigneti e i campi dei coloni. 

La settimana scorsa, ho visto le persone cui Avi ha sequestrato i serbatoi d’acqua, lasciandoli alla sete. Bambini appena nati, una ragazzina disabile, un bambino piccolo dopo un intervento chirurgico, donne e vecchi,e, naturalmente, pecore – l’unica fonte di reddito che hanno qui. Abitanti senz’acqua – in Israele, non in Africa. Acqua per un sol popolo – in Israele, non nel Sud Africa. 

Ma questo non è il solo spartiacque. Pochi giorni fa, le Forze di Difesa Israeliane hanno deciso di svolgere delle esercitazioni nell’area. Che cosa hanno fatto? Hanno scacciato i residenti dalle loro case per 24 ore. Ma non tutti – solo i palestinesi e i beduini. Non è mai successo che qualcuno sloggi di abitanti di Maskiot, di Beka’ot o di Ro’i . Le autorità non lo chiamano Apartheid o qualcos’altro. 

L’IDF li ha sgomberati, ma per andare dove? Ovunque il vento li porti. Così circa 400 persone sono state costrette a lasciare le loro capanne e le tende e trascorrere un giorno e una notte esposti alle intemperie su un suolo arido, sul ciglio della strada. 

Amjed Zahweh, di due giorni, ha trascorso il suo terzo giorno sotto il sole bollente, senza alcun riparo sulla testa. Auguri, Amijad, sii benvenuto in questa tua vita reale. 

Avi, come abbiamo già detto, ama il suo lavoro e ne è orgoglioso. Decine di altri come lui svolgono questo turpe lavoro. Ma non sono i soli a farlo. Dietro di loro ci sono milioni di israeliani che non sono affatto toccati da tutto ciò. Guidano allegramente sulle strade della Valle, senza prestare alcuna attenzione alla barriera senza fine lungo la strada, che imprigiona i residenti e impedisce loro l’accesso alla stessa. 

Di tanto in tanto, c’è un cancello di ferro. I soldati, rappresentanti del misericordioso occupante, ogni due o tre giorni si fanno vivi per aprirlo per un istante. A volte se ne dimenticano, a volte sono in ritardo. A volte perdono la chiave, ma che importa? 

L’occupazione è illuminata, Israele ha ragione, l’IDF è l’esercito più morale e l’Apartheid è solo un’invenzione di coloro che odiano Israele. Recatevi nella Valle del Giordano e vedete da voi stessi. 

(tradotto da mariano mingarelli)