Coloni arrestati per aver sparato a un palestinese

Coloni arrestati per aver sparato ad un palestinese 

La polizia raramente compie arresti collegati alle violenze dei coloni contro i palestinesi. Ma le circostanze intorno alla sparatoria di Qusra sono uniche e hanno giocato un ruolo nel costringere la polizia a investigare seriamente.

di Michael Omer-Man 

In un raro caso di applicazione della legge contro i violenti coloni israeliani, la polizia martedì mattina ha compiuto un raid nel famigerato insediamento illegale di Esh Kodesh. I poliziotti israeliani hanno arrestato cinque coloni, tra cui un soldato, perché collegati al tentato omicidio di un giovane palestinese del vicino villaggio di Qusra, un mese e mezzo fa. 

                     

              Coloni aggrediscono palestinesi a Qusra (Foto: Sa’ad Al-Wadi)

 

Se gli arresti sono da lodare, ci sono due cose che vanno tenute a mente. Primo, l’arresto non significa necessariamente che si giungerà al rinvio a giudizio e, in caso positivo, con quali accuse. Secondo, l’aggressione armata contro Hilmi Abdul Azizi a Qusra è un caso unico per diverse ragioni.

Gli spari contro i palestinesi sono giunti durante l’escalation di proteste da parte palestinese contro la detenzione dei prigionieri in sciopero della fame nelle carceri israeliane, contro l’uccisione di sei manifestanti in poche settimane da parte dell’IDF e contro gli attacchi “price-tag” dei coloni contro il villaggio.

La stampa israeliana e internazionale ha speculato sul possibile scoppio di una Terza Infidada. Israele era anche preoccupato che la morte di Abdul Azizi potesse infiammare le violenze tanto da inviare un medico israeliano sotto copertura nell’ospedale di Nablus (u n caso eccezionale), al fine di trasferire il giovane ferito in un ospedale in Israele.

Inoltre, la stampa israeliana ha raccontato la storia ed è stata molto critica per la mancata applicazione della legge nei confronti delle violenze dei coloni contro Qusra. La polizia ha inspiegabilmente chiuso l’indagine inserendolo nel contesto degli attacchi “price-tag”, durante i quali sei automobili palestinesi erano state bruciate.

Infine, il ferimento di Abdul Azizi è stato immortalato in numerose fotografie che mostravano i coloni puntare le pistole contro i palestinesi mentre i soldati israeliani restavano a guardare.

La copertura mediatica, l’imbarazzo della polizia e la paura dello scoppio di ulteriori violenze sono fattori importanti che hanno portato agli arresti di ieri. C’è da chiedersi, nel caso in quei tutti questi fattori non fossero esistiti, se la polizia avrebbe comunque preso il caso seriamente e investigato l’accaduto. Avrebbe arrestato i sospetti, fotografati mentre puntavano armi contro i palestinesi?

La polizia israeliana ha in passato arrestato colonie ebrei per attacchi contro i palestinesi, ma si tratta di casi rarissimi che spesso non hanno portato a nessuna pena. Nella remota possibilità che questo caso conduca a reali punizioni, si mostrerebbe l’importanza fondamentale della copertura mediatica e critica, che riesce a fare luce su casi altrimenti ignorati. La maggior parte delle volte tale copertura è un esercizio futile, ma in alcuni casi costringe la polizia a prendere sul serio le violenze.

 

Aggiornamento (03.04.2013): Secondo il Jerusalem Post la polizia ha rilasciato tutti i sospettati e li ha prosciolti dall'accusa di atto illecito. 

(tradotto a cura di Palestina Rossa)