Iniziativa di sostegno alla Resistenza del popolo Palestinese 26 gennaio Collettivo Fondo Comunista

Iniziativa di sostegno alla Resistenza del popolo Palestinese 26 gennaio Collettivo Fondo Comunista
Sabato 26 gennaio 2019 dalle ore 18
Via di Rocca Tedalda 277 – Case Minime di Rovezzano
Fermata bus 14 via Ripa – Stazione FS Firenze Rovezzano
fondocomunistafirenze@blogspot.it – Facebook: I' ROVO
Tel. 329 – 1292063
Iniziativa di sostegno alla Resistenza del popolo Palestinese
contro ogni oppressione
لمقاومة الشعب الفلسطيني ضد كل ظلم
Partecipa l'Associazione di Amicizia Italo-Palestinese
يشارك في جمعية إيطاليا فلسطين
Il Gaza Parkour: Sport e sopravvivenza tra le macerie
غزة باركور: الرياضة والبقاء في الأنقاض
 
 
ORE 18: Racconto di vita quotidiana direttamente da un abitante di Gaza, una testimonianza di oppressione infinita
Interventi e dibattito
ORE 20: Cena benefit palestinese per Abdallah, membro del Gaza Parkour rimasto gravemente infortunato nei mesi scorsi
ORE 21.30: Proiezione del film “ISRAELE, IL CANCRO” di Samantha Comizzoli
Potremmo definirlo un breve racconto  con immagini e testimonianze scandite dalla voce narrante fuori campo della regista . Non è storia immaginata, ma vita reale di un Paese, la Palestina, che vive da settanta anni -nell'indifferenza di tutti- l’assedio e l’occupazione da parte dello Stato d’Israele. Scorrono  immagini raccapriccianti, desolanti e sofferenti, raccontano ciò che vivono ogni giorno e lo spettatore resta sgomento di fronte a questa sorta di rassegnazione alla realtà che facilmente si identifica con la parole “nessun futuro”. Invece ogni testimonianza è pregna di coraggio, amore per la propria terra, volontà, dignità e soprattutto voglia di non arrendersi mai . Il film parte con gli scontri a Nablus, dove cinquemila persone resistettero  per sei ore al check-point di Qualandja, dove agli shebab che lanciavano pietre e fuochi d’artificio, i soldati israeliani risposero con fuoco vero, anche sulle ambulanze. Viene ricordata come la notte del “massacro di Qualandja”. Il film è scandito da 6 fasi: cancerogenesi, diffusione del tumore, cure palliative, metastasi, eutanasia e fine, attraverso le quali si narra quella che, a detta della regista anche nel titolo, è un cancro per il quale non vede una cura. Triste e lacerante conclusione, il racconto si sviluppa attraverso gli  occhi e la vita delle testimonianze portate sullo schermo, alcune a volto scoperto per volere dei genitori  a tutela di figli minorenni catturati, fatti prigionieri, torturati, arrestati e qualche volta scarcerati. Una malattia che lacera a volte il corpo, ma che sempre devasta la mente, i sogni, le speranze e i progetti di tutti loro. Un viaggio che partendo dall'analisi del reale, fatta non di grandi nomi ma di vite comuni, umili, arriva al loro subconscio e a quello che ne rimane, una volta cicatrizzate le ferite in superficie. Devastanti alcune testimonianze se le guardiamo attraverso gli occhi di un ragazzo di pari età del mondo occidentale. Increduli spettatori, assistiamo al fulmineo rapimento di un minorenne, perché la vita lì è scandita così. Non solo da check point fissi ma anche mobili, che Israele riesce ad allestire in 10 minuti, da militari che sbucano all'improvviso sulle loro jeep e ti arrestano incuranti; a nulla servono le lacrime, le urla di disperazione del giovane, dei suoi familiari e di chi, come Samantha, si avvicina a telecamere accese. Militari intoccabili, Israele è intoccabile, lo sa ed esercita in maniera inequivocabile il suo potere su un popolo lasciato a sé stesso: all'improvviso, mentre sei a casa, per strada, mentre dormi o stai per dare un esame arrivano i soldati e ti portano via. 
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Sabato 26 gennaio 2019 dalle ore 18
Via di Rocca Tedalda 277 – Case Minime di Rovezzano
Fermata bus 14 via Ripa – Stazione FS Firenze Rovezzano
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ORE 18: Racconto di vita quotidiana direttamente da un abitante di Gaza, una testimonianza di oppressione infinita
Interventi e dibattito
ORE 20: Cena benefit palestinese per Abdallah, membro del Gaza Parkour rimasto gravemente infortunato nei mesi scorsi
ORE 21.30: Proiezione del film “ISRAELE, IL CANCRO” di Samantha Comizzoli
Potremmo definirlo un breve racconto  con immagini e testimonianze scandite dalla voce narrante fuori campo della regista . Non è storia immaginata, ma vita reale di un Paese, la Palestina, che vive da settanta anni -nell'indifferenza di tutti- l’assedio e l’occupazione da parte dello Stato d’Israele. Scorrono  immagini raccapriccianti, desolanti e sofferenti, raccontano ciò che vivono ogni giorno e lo spettatore resta sgomento di fronte a questa sorta di rassegnazione alla realtà che facilmente si identifica con la parole “nessun futuro”. Invece ogni testimonianza è pregna di coraggio, amore per la propria terra, volontà, dignità e soprattutto voglia di non arrendersi mai . Il film parte con gli scontri a Nablus, dove cinquemila persone resistettero  per sei ore al check-point di Qualandja, dove agli shebab che lanciavano pietre e fuochi d’artificio, i soldati israeliani risposero con fuoco vero, anche sulle ambulanze. Viene ricordata come la notte del “massacro di Qualandja”. Il film è scandito da 6 fasi: cancerogenesi, diffusione del tumore, cure palliative, metastasi, eutanasia e fine, attraverso le quali si narra quella che, a detta della regista anche nel titolo, è un cancro per il quale non vede una cura. Triste e lacerante conclusione, il racconto si sviluppa attraverso gli  occhi e la vita delle testimonianze portate sullo schermo, alcune a volto scoperto per volere dei genitori  a tutela di figli minorenni catturati, fatti prigionieri, torturati, arrestati e qualche volta scarcerati. Una malattia che lacera a volte il corpo, ma che sempre devasta la mente, i sogni, le speranze e i progetti di tutti loro. Un viaggio che partendo dall'analisi del reale, fatta non di grandi nomi ma di vite comuni, umili, arriva al loro subconscio e a quello che ne rimane, una volta cicatrizzate le ferite in superficie. Devastanti alcune testimonianze se le guardiamo attraverso gli occhi di un ragazzo di pari età del mondo occidentale. Increduli spettatori, assistiamo al fulmineo rapimento di un minorenne, perché la vita lì è scandita così. Non solo da check point fissi ma anche mobili, che Israele riesce ad allestire in 10 minuti, da militari che sbucano all'improvviso sulle loro jeep e ti arrestano incuranti; a nulla servono le lacrime, le urla di disperazione del giovane, dei suoi familiari e di chi, come Samantha, si avvicina a telecamere accese. Militari intoccabili, Israele è intoccabile, lo sa ed esercita in maniera inequivocabile il suo potere su un popolo lasciato a sé stesso: all'improvviso, mentre sei a casa, per strada, mentre dormi o stai per dare un esame arrivano i soldati e ti portano via.