Annessione: dalla piccola Irlanda un grande cambiamento?

Ciaran Tierney The Electronic Intifada,  29 maggio 2020   https://electronicintifada.net/content/irelands-foreign-minister-seeks-foil-ban-israeli-settlement-goods/30316

La proposta di bandire i prodotti delle colonie israeliane è quel che divide i tre partiti che stanno tentando di formare un governo in Irlanda. Due dei tre partiti, il Fianna Fail ed i Verdi sostengono la Legge sui Territori Occupati che vieta l’importazione dagli insediamenti illegali israeliani. Il terzo partito, il destrorso Fine Gael, vi si oppone.

Simon Coveney,attuale ministro degli esteri irlandese e capodelegazione del Fine Gael, sostiene che la Legge sui Territori Occupati richiederebbe al governo qualcosa che esso non ha legalmente il potere di fare.

Un dovere    Coveney sostiene che la politica commerciale è materia di competenza dell’UE e che l’Irlanda non può autonomamente prendere una posizione riguardo ai prodotti degli insediamenti.

Si tratta di una posizione assai contestata, anche dal professore canadese Michael Link, relatore dell’Unione Europea per West Bank e Gaza. Questi esperti ribadiscono che le attività degli insediamenti israeliani nella West Bank e sulle alture del Golan violano le leggi internazionali e che gli altri paesi del mondo non possono essere obbligati ad assistere a tali violazioni.

La costruzione degli insediamenti e la loro espansone nei territori occupati dopo il 1967 costituiscono un crimine di guerra secondo la quarta Convenzione di Ginevra(della quale Israele è firmataria, NdR).

Tom Moerenhout, professore di rapporti internazionali alla New York’s Columbia University, ha affermato che per le nazioni è un dovere quello di non riconoscere la situazione illegale creata dagli insediamenti.

“Vi è un obbligo internazionale di non commerciare con gli insediamenti” afferma Moerenhout “e alla grossa questione se gli Stati dell’UE possono agire singolarmente a proposito la risposta è SI”

La Legge sui Territori Occupati è già stata approvata in entrambe le camere dell’ Oireachtas, il parlamento irlandese, solo Fine Gael non l’ha approvata

Sinn Fein è risultato il primo partito alle elezioni di Febbraio 2020, ma senza la possibilità di formare una maggioranza parlamentare.

Fianna Fáil e Fine Gael che sono stati i due partiti dominanti per la maggior parte degli ultimi 100 anni, entrambe negano di voler fare un governo insieme alla sinistra rappresentata dal Sinn Féin.

Il momento è questo       I fautori del bando alle merci degli insediamenti premono per una definizione urgente della questione, ora che Israele è risoluto ad annettere gran parte della West Bank.

“L’UE sta discutendo animatamente su come rispondere alle annessioni che Israele intende fare“ dice Marie Crawley di Sadaka, associazione irlandese di difesa dei palestinesi, “L’Irlanda una soluzione pronta ce l’ha nella forma del Legge sui Territori Occupati: si tratta di uno strumento definito con cura, basato sulla legge internazionale e considerato dagli esperti pienamente compatibile con le norme commerciali UE”

“Questo non è certo il momento per accantonare le aspirazioni del popolo palestinese “ dice Fatin al-Tamimi, leader della Campagna di Solidarietà Irlanda-Palestina, “con Israele che si appresta ad annettersi illegalmente la West Bank tra qualche settimena, tale provvedimento legislativo energico è necessario ora come non mai non solo in Irlanda ma in ogni Stato che dichiara di sostenere i diritti umani e di rispettare le leggi”

Clare Daly, membro irlandese del parlamento europeo ha fatto notare che vi è un enorme interesse nella Legge sui Territori Occupati sul piano internazionale: “Applicando il bando ai prodotti degli insediamenti, l’Irlanda mostrerebbe come una piccola nazione può contribuire ad un grande cambiamento”.

“L’opinione prevalente in Irlanda è assi chiara” dice Daly “come possiamo condannare gli insediamenti come illegali e poi invece goderci i risultati di tale crimine? Non ha senso. E’ un affronto ai diritti umani. Saremmo colpevoli per famiglie sbattute fuori dalle loro case, per le terre requisite, se continuassimo a comprare tali prodotti.”

Trad a cura di Claudio Lombardi di Associazione di Amicizia Italo-Palestinese