Opinione: Perché l'assedio di Gaza è una bomba a orologeria

21 AGOSTO 2020

By Yousef Alhelou for Middle East Monitor

I due milioni di abitanti di Gaza si sono abituati negli ultimi 20 anni agli attacchi aerei israeliani, alle incursioni terrestri e agli attacchi navali. In effetti, l'enclave costiera assediata è diventata un campo sperimentale in cui vengono utilizzate le ultime tecnologie israeliane e l'arsenale militare, compresi i droni mortali. La paura e il panico sono diventati la norma non appena il suono delle esplosioni e delle bombe  fa tremare  la Striscia di 40 chilometri.

Negli ultimi sette giorni, attacchi aerei hanno preso di mira diversi siti di addestramento militare e posti di osservazione di sicurezza nella Striscia di Gaza, che è stata sotto il controllo di Hamas dal 2007. Carri armati e navi da guerra della marina prendono parte alle frequenti offensive, questo dà anche la possibilità ai nuovi soldati di mettere in pratica, in un vero campo di battaglia, prendendo di mira il "nemico", ciò che hanno imparato.

Per mettere le cose nel giusto ordine, l'ultima escalation militare a Gaza, secondo Israele, è "in risposta" ai palloni incendiari lanciati da attivisti civili palestinesi (con l'aiuto della brezza marina che soffia da ovest a est verso le aree controllate da Israele) che provocano incendi quando atterrano sui raccolti e nei campi agricoli. Inizialmente venivano usati  aquiloni con attaccate spugne imbevute di carburante ed incendiate  ma l'uso dei palloncini ha preso il sopravvento in quanto più economici e non richiedono tempo per essere realizzati. I palloncini normalmente provocano incendi boschivi che richiedono  autopompe e persino aerei per l’estinzione. È un incubo che costa milioni di shekel in danni e perdite agli agricoltori israeliani.

Questa è "resistenza popolare" o "resistenza non violenta" secondo i palestinesi che stanno lottando  per fare pressione su Israele affinché il blocco in corso venga revocato. Il blocco - una forma di punizione collettiva - è stato imposto in risposta alla vittoria di Hamas alle elezioni parlamentari nel gennaio 2006 e al rapimento del soldato israeliano Gilad Shalit nell'estate dello stesso anno. Shalit è stato catturato da Hamas in un raid transfrontaliero attraverso un  tunnel vicino alla recinzione israeliana. Quando Hamas ha tolto  il controllo di Gaza a Fatah, come risultato del suo successo nelle elezioni, l'assedio si è rafforzato.

C’è un’altra tecnica utilizzata dagli attivisti ed è il  "rumore notturno" che viene  fatto lungo la recinzione che separa Israele dall'enclave bruciando pneumatici  e lanciando fuochi d'artificio ed esplosivi. Questo "rumore" mira ad interrompere la vita quotidiana dei soldati israeliani posizionati lungo la recinzione, così come degli israeliani che vivono vicino a Gaza. I fuochi innescano potenti esplosioni e riempiono il cielo di fumo acre. Queste due forme  di resistenza popolare non venivano più utilizzate negli ultimi mesi cioè da  quando sia Israele che Hamas avevano raggiunto un accordo non ufficiale di cessate il fuoco, ma sono state  riprese negli ultimi otto giorni per inviare un messaggio a Israele che il prezzo  della calma e della tranquillità lungo la recinzione è la piena revoca  del  prolungato e soffocante assedio, che ha trasformato Gaza nella più grande prigione a cielo aperto del mondo e che ha portato la vita e le attività economiche a un punto morto.

In passato, venivano usati attacchi con i droni  per  dissuadere questi attivisti , ma sembra che l'esercito di giovani senza lavoro ritenga di non avere più nulla da perdere; la vita non ha senso per loro. La maggior parte non ha mai lasciato Gaza, non ha mai preso un aereo o un treno o non ha mai conosciuto altre culture. Anche la Cisgiordania occupata non è alla loro portata, né lo sono le loro terre ancestrali nella Palestina storica e Gerusalemme. Per riportare calma e speranza è necessario alleviare le infinite sofferenze dei palestinesi a Gaza che sono stati sottoposti a tre devastanti guerre da parte di Israele alla fine del 2008, alla fine del 2012 e alla metà del 2014.

Non c'è dubbio che le differenze interne e la divisione tra le due principali fazioni politiche Fatah e Hamas, alimentate da Israele, contribuiscono a questo problema acuto e complicato ed è davvero vergognoso.

Le terre palestinesi sono state occupate da Israele per decenni, anche prima della fondazione di quelle fazioni, e infatti sono state istituite per resistere all'occupazione. Hanno provato tutti i mezzi di resistenza disponibili nella speranza che Israele metta fine alla sua occupazione ma senza successo.

Israele è noto per la sua politica di guadagnare tempo e sceglie quando aprire o chiudere il rubinetto, autorizzando e vietando merci e "oggetti in uso nella lotta" come cemento, palloncini e pneumatici. In risposta alle due modalità di tattica non violenta, Tel Aviv ha deciso di interrompere la consegna del diesel industriale necessario all'unica azienda che produce elettricità a Gaza. Secondo i funzionari palestinesi questo ha portato oggi alla chiusura della centrale elettrica, con i funzionari sanitari che mettono in guardia rispetto alle conseguenze disastrose nel settore sanitario, in particolare i pazienti con malattie croniche , in terapia intensiva ed i neonati nelle incubatrici. Inoltre, Tel Aviv ha deciso di chiudere la zona di pesca lungo Gaza.

Nel tentativo di allentare la tensione ed evitare una possibile grave escalation che normalmente comporta il lancio di proiettili e missili fatti in casa a lungo raggio da Gaza in Israele, una delegazione egiziana ha fatto la spola per incontrare i funzionari nella Striscia assediata per trasmettere le loro richieste a Tel Aviv, che sono: revocare l'assedio, consentire al Qatar di concedere fondi per raggiungere Gaza, aumentare la zona di pesca, aprire il valico commerciale di Karm Abu Salem situato al confine Gaza-Israele-Egitto, migliorare i servizi di elettricità e acqua e aumentare il numero di permessi per i commercianti e mercanti di Gaza che entrerebbero  in Cisgiordania e Israele attraverso il valico di Erez controllato da Israele.

Il ruolo dell'Egitto deriva dal fatto che vuole mantenere la sua posizione di mediatore poiché ha un confine con Gaza e come risultato del fatto che è stato il primo paese arabo a concludere un accordo di pace con Israele nel 1979, ma anche per sottolineare che è un importante attore chiave nella regione, soprattutto dopo che gli Emirati Arabi Uniti e Israele hanno firmato un accordo di normalizzazione la scorsa settimana.

I "palloni della resistenza" continuano ad essere lanciati  attraverso la recinzione, e funzionari israeliani, incluso il ministro della Difesa Benny Gantz, hanno rinnovato le loro minacce di "proteggere la sovranità della sicurezza israeliana senza alcuna concessione".

Ma Gantz, Netanyahu e gli altri sanno per certo che gli abitanti di Gaza non hanno nulla da perdere poiché la vita è insopportabile dopo  14 anni di assedio ancora in corso mentre la pace con Israele rimane un miraggio.

https://imemc.org/article/opinion-why-besieged-gaza-is-a-ticking-time-bomb/

Traduzione a cura di Associazione di Amicizia Italo-Palestinese