Gideon Levy: “Il male è arrivato al centro della società israeliana”

Gideon Levy 24 novembre 2023 https://globalbridge.ch/gideon-levy-das-boese-ist-in-der-mitte-der-israelischen-gesellschaft-angekommen/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=globalbridge-updates-3

In Israele non è più solo la destra politica ad approvare le politiche disumane nei confronti dei palestinesi; il male ha ormai raggiunto il cuore della società israeliana

Gideon Levy, i cui genitori fuggirono dai nazisti dalla Cecoslovacchia attraverso il Mediterraneo verso Israele nel 1939, è giornalista e co-editore del quotidiano israeliano “Haaretz” ed è uno dei critici più importanti della politica di insediamento e occupazione di Israele. Rispose ad una “lettera d’amore” profondamente ipocrita dell’allora candidata lla presidenza americana Hillary Clinton con una dura condanna di tale adulazione, in quanto non faceva altro che portare Israele ulteriormente nella politica sbagliata. (Vedi un articolo di Christian Müller qui.) Ora afferma che in Israele non è più solo la destra politica ad approvare le politiche disumane nei confronti dei palestinesi; il male ha ormai raggiunto il centro della società israeliana. – Attenzione, Gideon Levy può argomentare anche in modo davvero cinico.

Giora Eiland è uno degli “ufficiali pensanti” emersi dall’IDF, le Forze di Difesa Israeliane. Appare simpatico ed eloquente; il suo comportamento è caratterizzato da moderazione e buon giudizio. Ha avuto una fulminea carriera militare, come capo del dipartimento di pianificazione e operazioni militari e capo del Consiglio di sicurezza nazionale. È spesso intervistato e molto rispettato dalle organizzazioni dei lavoratori. Non è taciturno e ignorante come il generale di brigata Amir Avivi e non è assetato di sangue come Itamar Ben Gvir. È un uomo del centro politico, della destra moderata.

Tuttavia, da nessuna persona sana che - come Giora Eiland - abbia anche scritto un libro sulla propria sofferenza, potrebbe venire un'idea come quella che ha ora Giora Eiland: le epidemie a Gaza saranno un bene per Israele! “Alla fine, gravi epidemie nel sud della Striscia di Gaza faciliteranno la vittoria di Israele e ridurranno il bilancio delle vittime tra i soldati dell’IDF”, ha scritto testualmente sul quotidiano Yedioth Ahronoth questa settimana. Tutto quello che dobbiamo fare è aspettare che le figlie dei leader di Hamas prendano la peste e vinceremo.

Giora Eiland non ha specificato quali epidemie consiglia per Gaza: peste, foruncoli o colera, magari un cocktail di vaiolo e Aids; forse semplicemente la fame per due milioni di persone. Tutto questo per la prospettiva di una vittoria israeliana a buon mercato! "E no, non è crudeltà nei loro confronti", ha sottolineato, come se qualcuno avesse potuto pensare una cosa del genere. In realtà, si tratta di una gentilezza e di un’umanità rare perché salverebbe vite israeliane.

Giora Eiland, con questo consiglio che lo mette contemporaneamente nel ruolo di Madre Teresa e nel ruolo di ufficiale e gentiluomo dell'esercito più morale del mondo, ha fatto una chiara proposta nazista - ma ancora non è scoppiata alcuna tempesta di indignazione tra la gente! Chiunque accusi Israele di genocidio è semplicemente antisemita. Immaginate se un generale europeo suggerisse di far morire di fame o di sterminare con un'epidemia tutto un popolo, ad esempio gli ebrei! Immaginate di diffondere una pestilenza in qualche paese in quanto renderebbe più facile lo sforzo bellico! In guerra tutto è permesso, e adesso va bene suggerire tutto quello che hai sognato ma non hai mai osato suggerire prima. La correttezza politica è stata ora ribaltata in Israele. Chiunque può essere Meir Kahane (un rabbino ortodosso estremista di New York che sosteneva l'espulsione dei non ebrei dai territori occupati e una teocrazia ebraica, ndr), ma a nessuno è permesso essere un essere un essere umano. Adesso è giusto proporre un genocidio, ma è sbagliato compatire i bambini di Gaza. Adesso va bene proporre la pulizia etnica, ma è sbagliato ribellarsi alla punizione collettiva del popolo di Gaza.

Non è più solo la destra politica. Adesso è mainstream. Il mostruoso è diventato realtà. Le proposte più inumane  hanno raggiunto il centro della società e anche la sinistra del centro. Ancora una o due guerre e tutti diventeranno come Meir Kahane.

Non ci siamo ancora ripresi dalla brutalità di Hamas, e siamo già inondati di proposte del genere – non solo dall’estrema destra e dai coloni, ma dal cuore del centro israeliano. Ovviamente c'è una crudeltà spaventosa, ma anche una crudeltà offerta come accettabile. Hamas viene chiamato “animale”, ma la proposta israeliana di diffondere intenzionalmente la malattia è legittima. Si sta svolgendo davanti ai nostri occhi uno dei fenomeni più pericolosi nati da questa guerra: la standardizzazione, legalizzazione e normalizzazione del male.

Questo male è cresciuto sulla base dell'incredibile disprezzo e dell'indifferenza patologica di Israele verso ciò che sta accadendo ora a Gaza. I giornalisti stranieri che vengono qui non possono credere ai loro occhi: la sofferenza attuale a Gaza non esiste tra l’opinione pubblica israeliana. Israele non ha subìto l’uccisione di migliaia di bambini né un milione di persone è stato costretto ad abbandonare le proprie case. Le vittime di Gaza sono completamente scomparse dal quadro, non solo dal discorso pubblico ma anche dalle notizie quotidiane. Per la televisione israeliana, unica al mondo, noi non abbiamo ucciso bambini. Secondo i media israeliani, l’IDF non ha commesso nemmeno il minimo crimine di guerra in questa guerra.

Una società che ignora così tanto la realtà ed è così indifferente alla sofferenza della nazione contro la quale ha dichiarato guerra solleva responsabilità morali da ciò che Giora Eiland ha appena espresso. Si può star certi che lui stesso è convinto che la sua proposta non sia affatto riprovevole, che abbia semplicemente fatto una proposta sensata e nell'interesse di Israele. Ci sono altre considerazioni oltre all'interesse di Israele? Il diritto internazionale è per i deboli, la moralità per i filosofi, l’umanesimo per i cuori teneri. E davvero, cosa c'è di sbagliato in una epidemia a Gaza? Almeno una cotroindicazione pare che ci sia: il contagio potrebbe estendersi anche ad Israele. In effetti, Israele è già contaminato oggi.

Trad a cura di Leonard Schaefer, Associazione di Amicizia Italo.Palestinese