da: Pagine Ebraiche, 5 apr 2026 https://moked.it/blog/2026/04/05/societa-quei-leader-ebrei-che-preoccupano-gli-ebrei/
L’elezione di Avi Lewis alla guida del New Democratic Party canadese segna un passaggio politico che travalica i confini nazionali, perché tocca un nodo sensibile e ormai ricorrente nel dibattito ebraico contemporaneo: il rapporto tra identità, appartenenza e critica a Israele. Come raccontano sia Joel Ceausu su The Canadian Jewish News che il sito Jewish News, Lewis, ebreo e dichiaratamente antisionista, ha impostato la propria leadership sui temi della sinistra globale, dall’ambiente alla giustizia sociale, affiancandoli a una posizione netta sul conflitto mediorientale. Nel suo discorso di accettazione ha affermato che «quando Israele commette un genocidio a Gaza, lo chiamiamo con il suo nome», collocandosi così su un piano che molti esponenti della comunità ebraica canadese considerano delegittimante. La reazione è stata immediata il Centre for Israel and Jewish Affairs ha parlato di «profonda tristezza», sottolineando che l’identità ebraica non può essere invocata come scudo quando si mettono in discussione elementi ritenuti centrali per larga parte della comunità. In una lettera aperta firmata da decine di rabbini si legge che le posizioni del partito sono apparse «incerte, esitanti o offuscate da una retorica» incapaci di riconoscere le forme contemporanee dell’antisemitismo. La frattura non è nuova, ma assume qui visibilità istituzionale: da un lato una leadership che rivendica una ridefinizione radicale del discorso su Israele, dall’altro organizzazioni e voci comunitarie che percepiscono tale ridefinizione come una messa in discussione dell’appartenenza stessa.
Un’eco non dissimile si registra nel Regno Unito attorno alla figura di Zack Polanski (nella foto). Anche in questo caso si intrecciano identità ebraica, impegno politico e posizioni fortemente critiche verso Israele. La particolarità tuttavia emerge in ambito familiare: secondo quanto riportato, alcuni parenti avrebbero espresso il timore che una sua eventuale ascesa a primo ministro possa rendere necessario «lasciare il Paese». Una reazione che rivela un disagio profondo, radicato nella percezione di un clima politico e culturale in trasformazione.
Un parente, si legge, ha dichiarato: «Attualmente è il leader del futuro partito islamico della Gran Bretagna: è proprio questo che il Partito dei Verdi sta rapidamente diventando. E in uno Stato islamico britannico non ci sarebbe posto per gli ebrei». Un altro ha aggiunto: «Se la mozione “sionismo è razzismo” verrà approvata, renderà i Verdi il partito più antisemita nella storia britannica dai tempi dell’Unione Britannica dei Fascisti di Oswald Mosley. L’idea è una delle cose più rivoltanti che abbia sentito da molto tempo».
I due casi, pur distinti, hanno traiettoria comune: l’emergere di figure politiche ebraiche che si collocano fuori dai paradigmi tradizionali del rapporto con Israele e che, proprio per questo, producono reazioni sia politiche che identitarie.
Regno Unito, come Zack Polanski ha trasformato i Verdi in una formazione eco-populista che raccoglie consensi di Sabrina Provenzani https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/27/regno-unito-come-zack-polanski-ha-trasformato-i-verdi-in-una-formazione-eco-populista-che-raccoglie-consensi/8307367/
Eletto nel settembre 2025 chi è Zack Polanski, gay dichiarato e nuovo leader del Green Party d’Inghilterra e Galles. Svolta a sinistra per il partito dei Verdi britannici grazie al nuovo leader, felicemente fidanzato con Richie e dichiaratamente critico nei confronti del governo laburista di Keir Starmer. I Verdi raccolgono consensi forti tra i giovani (fino al 37-45% tra under-30 e picchi al 45% tra 18-24enni), attratti dal dibattito su temi che finalmente li riguardano, come il clima, il costo della vita, i diritti LGBTQ+ e l’opposizione all’austerity. Cresce il sostegno anche tra le classi lavoratrici e I professionisti urbani, delusi dei voltafaccia dei laburisti sulle promesse elettorali e dalla gestione del conflitto a Gaza. A Gorton e Denton(Manchester) circa il 28% della popolazione è musulmana, con picchi del 60% in alcuni quartieri. Sembrava essere il terreno ideale per la propaganda islamofoba della destra di Reform, che si aspettava il trionfo. Invece i Verdi hanno mobilitato la comunità con posizioni chiare e appelli all’unità contro le divisioni su base religiosa e razziale, facendo molta leva sulla complicità del governo Starmer nel massacro a Gaza, con slogan come “make Labour pay”.
Avi Lewis
Il Nuovo Partito Democratico (NDP) canadese, di orientamento di sinistra, ha scelto l'ex giornalista e attivista Avi Lewis come suo nuovo leader, dopo le pesanti sconfitte subite alle ultime elezioni federali. https://www.bbc.com/news/articles/czd74q2nqp0o
Lewis ha ottenuto il 56% dei voti al primo scrutinio, sconfiggendo la parlamentare Heather McPherson e altri tre candidati. Il suo programma elettorale si proponeva di rilanciare il partito in difficoltà, dando priorità ai diritti dei lavoratori nell'era dell'intelligenza artificiale, bloccando la costruzione di nuovi oleodotti e gasdotti e valutando la possibilità di istituire supermercati statali senza scopo di lucro. L'NDP (New Democratic Party) nel 2011 principale partito di opposizione, è il terzo partito canadese, mediamente tra il 15% e il 20% del voto popolare, ma con il sistema maggioritario secco del Canada rappresenta meno del 10% dei seggi nella camera dei comuni.