Sull'aggressione d'Israele alla Freedom Flotilla

QUOUSQUE TANDEM, ISRAEL, ABUTERE PATIENTIA MUNDI?
(Fino a quando, o Israele, abuserai della pazienza del mondo?)


Israele, l’unica democrazia del Medio Oriente, ancora una volta ha mostrato il suo vero volto fatto di violenza, di aggressività, di ferocia e di mancanza di rispetto per la vita altrui.

I suoi governanti non solo si sono fatti beffe dei progetti di pace del Presidente degli Stati Uniti, rifiutandosi di accettare realmente le premesse americane, seppur insignificanti, alla ripresa dei colloqui tra negoziatori israeliani e palestinesi; non solo hanno deriso l’intelligenza degli esponenti istituzionali delle “democrazie” europee convincendole a mantenere e sostenere un silenzio assordante su tutti i continui crimini compiuti da Israele, non solo nel passato, ma anche nei tempi recenti: dall’invasione del Libano alle ripetute aggressioni alla Striscia di Gaza, conclusesi da ultimo con l’Operazione “Piombo Fuso”, durante la quale lo stesso “Rapporto Goldstone” ha affermato che l’esercito israeliano si è reso responsabile di Crimini di Guerra e di Crimini contro l’Umanità.

Certamente, in queste ore, Israele pretenderà che tutti i governanti delle “democrazie” occidentali chiudano gli occhi supinamente di fronte al nuovo crimine consistente in un atto di pirateria marittima compiuto in acque internazionali e che ha portato all’assassinio ed al ferimento di un numero eccessivo di rappresentanti della società civile internazionale.

Farà sì che il governo italiano e quello degli altri paesi democratici considerino il crimine di Pirateria Marittima, contro il quale gli stessi hanno inviato mezzi navali nell’Oceano Indiano per reprimere un reato inaccettabile in quanto compiuto da pirati somali, un imprescindibile atto di difesa finalizzato alla sicurezza e alla protezione dello stato, in quanto compiuto da Israele.

Durante la notte del 31 maggio, le imbarcazioni che costituivano la “Freedom Flotilla” e che stavano trasportando 10 mila tonnellate di aiuti umanitari, oltre a circa 700 civili internazionali di varia provenienza, sono state abbordate dalla marina militare israeliana con il supporto di elicotteri per il trasporto di corpi militari d’assalto.

La “Rachel Corrie” ricorda con il suo nome il martirio della giovane pacifista americana, schiacciata dal bulldozer Israeliano mentre cercava di impedire la demolizione di una casa di palestinesi nel territorio di Gaza.

Quando il convoglio della “Freedom Flotilla” era ancora nelle acque internazionali, a 75 miglia dalle coste israeliane, è stato attaccato dalla marina di Israele. La Mavi Marmara, proveniente dalla Turchia, è stata abbordata dai corpi d’assalto israeliani calati dagli elicotteri che, di fronte alla resistenza opposta dalle persone presenti a bordo della nave, non hanno esitato a sparare facendo un numero imprecisato di vittime.

Per ora , nonostante la censura militare imposta, si parla di circa 19 morti e di oltre 50 feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni.

La premeditazione di questo atto di pirateria è confermata dall’allestimento nel porto israeliano di Ashkelon di grossi centri per interrogatori dove ospitare molte centinaia dei prigionieri.

Il governo israeliano, non solo sta bloccando la diffusione delle informazioni relative ai tragici avvenimenti, ma sta certamente elaborando una giustificazione ridicola per motivare il sangue sparso dai “soldati più morali del mondo”, come già fu nel caso dell’invasione del Libano o dell’Operazione Piombo Fuso. Motivazioni assurde, oltre ogni senso del ridicolo, ma che potranno essere utilizzate e rilanciate dalle istituzioni governative europee ed americane per rendere credibile un reato per motivi di sicurezza.

Se il Ministro degli Esteri italiano “deplora la violenza sui civili”, noi esprimiamo, invece, un giudizio di condanna non solo nei confronti di chi tali violenze ha eseguito, ma anche verso coloro che hanno programmato e ordinato l’attuazione di un tale crimine.

Richiediamo, perciò, al governo italiano la rescissione di tutti gli accodi precedentemente sottoscritti con lo stato di Israele nel campo del civile e del militare e l’applicazioni di dure sanzioni ad Israele, fino a che questo stato non si deciderà a rispettare il Diritto Internazionale ed Umanitario.

Chiediamo al governo italiano che operi affinché le imbarcazioni della “Freedom Flotilla” siano dissequestrate ed abbiano la possibilità di trasportare i generi umanitari stipati nelle loro stive fino al porto di Gaza per essere distribuiti alla popolazione civile palestinese.

Chiediamo che esso pretenda non solo che tutti coloro che sono stati imprigionati vengano rilasciati da Israele, ma anche che i corpi di coloro che sono stati uccisi, vengano trattati col il rispetto dovuto e siano consegnati alle rispettive famiglie.

Chiediamo che esso intervenga efficacemente perché cessi il criminale stato d’assedio che affama, immiserisce ed uccide la popolazione della Striscia.

Riteniamo, inoltre, che voler imporre all’Autorità Palestinese colloqui senza garanzie con il governo israeliano attuale, pena il blocco dei finanziamenti, sia l’espressione di un ricatto da parte di stati che irresponsabilmente si rendono colpevoli  delle ulteriori tragedie che avranno in compito di portare alla cancellazione dei palestinesi in quanto popolo.



TERRA, PACE E LIBERTA’ PER IL POPOLO PALESTINESE
DIRITTO ALLA RESISTENZA E FINE DELL’OCCUPAZIONE
DIRITTO AL RITORNO E ALL’AUTODETERMINAZIONE.


Comunità Palestinese in Toscana

Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus