Haaretz.com
18.08.2011
http://www.haaretz.com/print-edition/opinion/israel-s-swinish-zionism-oughht-to-be-stopped-1.379239
Il sionismo suino di Israele va fermato.
Dei magnati israeliani si sono accorti di una realtà nuova. Cominciano a pagare il prezzo per il loro comportamento: il loro capitalismo è stato definito suino.
di Gideon Levy
In Israele c’è una notevole somiglianza tra sionismo e ricchezza: entrambe non hanno saputo quando fermarsi. In questi giorni stiamo parlando di “capitalismo suino” , un termine coniato nel passato da Shimon Peres quando era parlamentare della Knesset, riferendosi in modo particolare a Benjamin Netanyahu che, a quel tempo, era ministro delle finanze e ora è primo ministro. Vale la pena ricordare però che c’è anche un sionismo suino.

Si pensa che i maiali siano insaziabili. Mangiano tutto ciò che incontrano sul loro cammino e s’ingozzano fino alla morte. Lo stesso vale per il capitalismo e il sionismo. Un pubblico ampio (e incoraggiante) concorda ora sulla caratteristica suina del capitalismo israeliano; in Israele, la percezione del sionismo come suino appartiene ancora alla provincia di una sparuta minoranza, anche se non è lo stesso nel resto del mondo. Il sionismo e il capitalismo hanno iniziato in modo diverso.
Il sionismo è cominciato come un movimento nazionalista che aspirava a creare una patria nazionale per gli ebrei. Anche se lungo la strada ha causato gravi ingiustizie nei confronti dei precedenti abitanti del paese, aveva una giustizia interna. E' iniziato in modo modesto: staccionata e torre, dunam dopo dunam – alcuni dei quali acquistati legalmente – forme di colonizzazione agricola che sono diventate un modello internazionale, e una società relativamente egualitaria. Questo movimento ha fondato a uno stato stimolante, quasi meraviglioso, i cui successi sorprendenti in molti campi non hanno paralleli nella storia moderna.
Fino al 1967 sembrava che questo movimento fosse soddisfatto. Ma mangiando (la vittoria nella Guerra dei Sei Giorni) è venuto l’appetito, e fin d’allora ha sviluppato caratteristiche che si possono solo definire suine. Il progetto di colonizzazione nei territori è stato incoraggiato fin dall'inizio da una sfrenata cupidigia di territorio, il regime di occupazione è divenuto crudele e totalitario, e la politica di sicurezza di Israele immorale. Se il sionismo avesse capito quando fermarsi, avesse frenato la sua cupidigia e avidità, fatto ammenda per le originarie ingiustizie del 1948 e avesse cambiato direzione, sarebbe diventato un movimento rispettato. Ma non si è fermato in tempo, non ha saputo contenere l’ingordigia e ora Israele sta iniziando a pagare il prezzo.
Anche un gran numero di ricchi di questo paese avevano incominciato bene. Una famiglia ha fondato una industria del sale, un’altra un modesto caseificio, questa ha costituito una compagnia di navigazione, quell’altra ha iniziato come impresa edile e una terza ha principiato come importatrice di telefoni cellulari. Hanno contribuito allo sviluppo dell’economia, a costruire il paese e renderlo prospero.
Ma anche qui mangiando è venuto un appetito insaziabile, e alcuni non hanno saputo come frenare la loro avidità. Fanno piovere a doccia enormi salari sui dirigenti, celebrano feste di famiglia in modo sontuoso, conducono una vita fastosa e trattano il denaro pubblico come se fosse il proprio, adoperandone quando non appartiene loro.
Ora è arrivato il momento della resa dei conti. La gente li chiama a rendere conto. La parola “magnate” è diventata una maledizione e “ricco” quasi uno spregio. Se i nostri ricchi avessero frenato l'ingordigia in tempo, avrebbero continuato a fare festa in cima al mondo, o quanto meno, in cima a questo paese, , anche se con relativo pudore.
L’atteggiamento del pubblico nei confronti di questi due tipi di comportamento suino è molto simile. In un primo momento la società si è prostrata davanti ai ricchi, allo stesso modo in cui si è sottomessa al volere dei coloni nei territori, i “nuovi pionieri.” Ha distolto lo sguardo e coperto il volto sia dal modo in cui i magnati stavano facendo quattrini che da quello in cui i coloni stavano piantando i loro paletti. Anche lo stato li ha trattati così; incoraggiando entrambi i gruppi. Ai ricchi e ai coloni ha offerto tutto, incentivi e protezione, sovvenzioni e prestiti. Ha venduto ai magnati, a prezzi stracciati, risorse naturali e compagnie e dato gratuitamente ai coloni le terre. .
E' stato premuroso con entrambi i gruppi. Lo è ancora, con una commissione per i magnati e la continuazione delle politiche a favore dei coloni.
I magnati hanno aperto gli occhi di fronte alla nuova realtà. Nell’estate del 2011 non è tanto piacevole essere Yitzhak Tshuva, Nochi Danker, Ilan Ben-Dov o Idan Ofer. Stanno cominciando a pagare il prezzo per il loro comportamento – il loro capitalismo è stato definito come suino. Non è questo il caso per ciò che riguarda il nuovo sionismo, il sionismo dell’occupazione e della colonizzazione nei territori. Chiamarlo suino è ancora considerato eretico. Ma quando verrà il tempo della resa dei conti domanderemo: perché non abbiamo fermato in tempo questa maialeria?
(tradotto da mariano mingarelli)