di Jonathan Cook
da Nazareth, aljazeerah.info, 23.06.2016
Nella foto, una famiglia di ebrei yemeniti in Israele, chiamati Mizrahi o ebrei arabi, giugno 2016
La settimana scorsa, con un provvedimento poco notato, il ministro della Difesa israeliano Avigdor Lieberman ha impedito a un funzionario vicino al presidente palestinese Mahmoud Abbas di entrare in Israele. Mohammed Madani è accusato di "attività sovversive" e "terrore politico".
Vale la pena riflettere su quali siano i suoi crimini, come li chiama Lieberman. Questi crimini suggeriscono che il conflitto di Israele con i palestinesi sia più radicato nel colonialismo europeo che in questioni di sicurezza.
Nel suo ruolo di presidente della commissione palestinese per l'interazione con la società israeliana, Madani usava comprensibilmente le sue visite in Israele per incontri con ebrei israeliani - ma aveva scelto il tipo sbagliato.
Ha cercato di aprire un dialogo con la comunità nota in Israele come mizrahim, gli israeliani discendenti da ebrei emigrati da paesi arabi dopo la creazione di Israele nel 1948. Oggi questi ebrei arabi comprendono circa la metà della popolazione di Israele. Abbas è noto per essere incline a stringere legami con loro.
La maggior parte dei governanti del paese si identificano come ebrei europei, o ashkenaziti. Fin dall'inizio, questa élite europea ha diffidato degli ebrei arabi, vedendoli come una popolazione "arretrata" che potrebbe minare la pretesa israeliana di essere un avamposto in Medio Oriente dell'Occidente "civilizzato".
Ma più in particolare gli ashkenaziti hanno sempre temuto che un giorno gli ebrei arabi potessero fare una alleanza politica con la popolazione nativa, i palestinesi. E questo metterebbe gli ashkenaziti in inferiorità numerica. I mizrahim, che provengono da paesi diversi come il Marocco e l'Iraq, hanno molto più in comune con i palestinesi che con gli europei arrivati recentemente.
In origine, i fondatori di Israele non avevano intenzione di includere gli ebrei arabi nel loro progetto di costruzione della nazione. Furono costretti a riconsiderare la cosa solo perché il genocidio di Hitler in Europa li aveva privati di un numero sufficiente di ebrei "civilizzati".
Gli archivi rivelano come Israele abbia progettato gran parte della migrazione degli ebrei arabi, attirandoli con false promesse o compiendo operazioni sotto falsa bandiera per fomentare rancore contro gli ebrei nei loro paesi d'origine. Erano visti come una utile forza lavoro a basso costo, che poteva sostituire i palestinesi che erano stati espulsi.
David Ben Gurion, un polacco che divenne il primo presidente del Consiglio, ha parlato dei mizrahim solo in termini negativi, come "feccia" e "polvere umana". Erano una "generazione del deserto". Gli immigrati Mizrahi sono stati sottoposti ad un programma di "de-arabizzazione", e la loro presunta arretratezza fu gestito in modo non dissimile dalle malattie che si supponeva trasportassero. Sui voli per Israele, venivano inondati di DDT.
Ci sono documenti che dimostrano come nell'esercito si discutesse animatamente sul fatto che i nuovi coscritti ebrei arabi fosero ritardati mentali, dunque una causa persa, o semplicemente primitivi, una condizione che poteva essere sradicata nel corso del tempo.
L'impegno di Israele, secondo Ben Gurion, era "la lotta contro lo spirito del Levante che corrompe gli individui e la società ... non vogliamo che gli israeliani diventino arabi".
Questo compito era stato reso più difficile dal fatto che, nonostante l'aggressiva campagna di espulsione nel 1948, Israele comprendeva ancora una significativa popolazione di palestinesi che ne erano diventati cittadini.
Israele li teneva separati dai mizrahim attraverso la segregazione: comunità e sistemi di istruzione separati. Ai bambini Mizrahi era proibito di parlare arabo nelle loro scuole ebraiche, e venivano fatti vergognare dei costumi arretrati dei loro genitori.
Ci sono sempre stati quelli che hanno resistito agli stereotipi negativi. Nel 1970 fu anche fondata una sezione locale delle Pantere Nere, dal nome del gruppo militante afro-americana negli Stati Uniti, facendo eco alle sue richieste per un cambiamento rivoluzionario.
Oggi, questa è storia antica. Un piccolo numero di mizrahim hanno aderito ad Arcobaleno Democratico, che si concentra sulla giustizia sociale per gli ebrei arabi. Altri hanno cercato conforto nel fondamentalismo religioso.
Molti altri hanno interiorizzato l'odio di sé coltivato per loro dallo Stato. Molti ora votano per l'estrema destra, tra cui il patito Likud di Benjamin Netanyahu, rivale ufficiale dei padri fondatori del partito laburista.
La piattaforma dello zelo anti-palestinese del Likud si è dimostrata attraente. L'allarme di Netanyahu alla vigilia delle elezioni sul fatto che gli "arabi stanno venendo a votare in massa" ha compattato gli elettori Mizrahi al fianco del Likud e, probabilmente, gli ha permesso di tornare al potere.
Dei Mizrahim che odiano i palestinesi possono essere osservati ogni fine settimana sugli spalti durante le partite della principale squadra di calcio di Gerusalemme, mentre cantano "Morte agli arabi".
Uno di loro, Elor Azaria, un medico militare israeliano, ha messo lo slogan dei fan in pratica. Nel mese di marzo è stato ripreso da una telecamera mentre uccideva a sangue freddo un palestinese che giaceva ferito in una strada di Hebron. Netanyahu e Lieberman gli hanno offerto il loro appoggio.
Nel frattempo gli ashkenaziti più "moderati", tra cui il comando dell'esercito, hanno preso le distanze da Azaria, temendo il danno che le sue azioni molto pubbliche potrebbero fare alle credenziali "occidentali" di Israele.
Ma il loro disgusto di tutto ciò che è arabo non è meno intenso di quello dei fondatori del paese.
La scorsa settimana un gruppo di ex generali dell'esercito e politici Ashkenazi che sostengono la soluzione dei due stati ha pubblicato un video. Vi si immagina uno "scenario da incubo" in cui i palestinesi mettono giù le armi e si recano alle urne per eleggere uno di loro come sindaco di Gerusalemme.
È stato esattamente questo tipo di "terrore politico" che ha portato Lieberman a vietare l'ingresso in Israele a Madani la scorsa settimana. Con gli ebrei arabi sul lato palestinese, il conflitto con Israele potrebbe essere terminato con un voto. E questo sarebbe veramente sovversivo.
Traduzione di Giacomo Graziani per Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus, Firenze