Intervista a Fuad Kokali

AIC - Alternative Information Center
25.08.2011
http://www.alternativenews.org/italiano/index.php/topics/news/3103-intervista-a-fuad-kokali-membro-del-consiglio-legislativo-palestinese

Intervista a Fuad Kokali, membro del Consiglio Legislativo Palestinese

Alternative Information Center (AIC)
 

L'Alternative Information Center (AIC) ha intervistato Fuad Kokali, membro del Consiglio Legislativo Palestinese (CLP) riguardo all'iniziativa dell'OLP a settembre, al nuovo governo di unità nazionale palestinese e alle relazioni tra Fatah-Hamas.

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Kokali, capo del blocco Fatah nel CLP, è stato sindaco della città cisgiordana di Beit Sahour (2000-2005) e ha trascorso un lungo periodo nelle carceri israeliane. 

 

AIC: Abbiamo parlato con un membro di Hamas, che ritiene che il suo partito abbia una carta vincente sul tavolo dei negoziati con Israele per il fatto che questo movimento fa uso di una resistenza violenta.  Quali pensa che siano le carte vincenti al momento per l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) ?

Kokali: Hamas vuole continuare la sua lotta militare, ma anche se combattessero per altri 40 anni, che cosa otterrebbero? La lotta militare è uno strumento che può essere utilizzato solo in situazioni specifiche. Io non credo più nella resistenza armata. L'ho usata in passato, quando facevo parte di un'organizzazione segreta che ha intrapreso azioni armate contro l'occupazione, e per questo ho trascorso molti anni in prigione. La resistenza armata è uno strumento ma non un obiettivo.

Non bisogna dimenticare che Fatah è stato il primo movimento a prendere le armi contro l'occupazione. La ragione per cui abbiamo usato la resistenza militare 30 anni fa era che allora nessuno ci ascoltava, non eravamo sulle mappe e non eravamo riconosciuti come popolo. Soprattutto gli israeliani ci  ignoravano, ma anche la comunità internazionale aveva dichiarato che non c'erano palestinesi, ma solo tribù arabe. Tuttavia attraverso la nostra resistenza abbiamo convinto il mondo che ci sono persone con dignità, storia e cultura. Abbiamo resistito e abbiamo mostrato che non siamo tribù che scompariranno. I palestinesi sono il futuro - e questa occupazione passerà, come tante altre sono terminate in passato.

La lotta militare è solo un elemento, ma ci sono tanti altri strumenti utili a nostra disposizione e il fatto che facciamo uso di tutti quanti è la ragione per la quale Fatah è sulla mappa. Negli ultimi decenni, siamo passati da una lotta militare ad una lotta politica. L'inizio di questo cambiamento è stato l'accordo di Oslo, nonostante tutti i suoi difetti e le difficoltà. E' stato proprio perchè abbiamo utilizzato una resistenza violenta 30 anni fa, che ora siamo in grado di lottare politicamente. E' come un albero: la nostra lotta militare ha piantato un seme e ora il nostro approccio politico è la raccolta dei frutti.

Penso che Hamas alla fine capirà che la protesta pacifica è l'unico via che ha a disposizione per entrare a far parte del processo decisionale. La rivoluzione in Egitto ha insegnato loro una lezione: hanno scoperto che i Fratelli Musulmani non hanno un gran potere dopo la rivoluzione. Nonostante sia l'associazione più organizzata di tutto l'Egitto, ha ottenuto soltanto il 15-20 per cento del consenso nazionale.

Quindi, per concludere, attualmente il nostro punto di forza è la comunità internazionale e la diplomazia. Fatah e l'OLP hanno l'esperienza politica e la storia diplomatica per mantenere i rapporti con il mondo arabo, con l'Europa, l'Africa e l'America. Abbiamo capito che se si vuole essere accettati dalla comunità internazionale, bisogna lottare nel quadro della legittimità internazionale al fine di aumentare il proprio potenziale.

AIC: Recentemente Hamas e Fatah hanno raggiunto un accordo per costruire assieme un governo di unità nazionale. Quali sono le maggiori differenze ideologiche attuali tra Hamas e Fatah?

Kokali: Prima di tutto, Fatah non ha ideologia. Noi siamo un movimento politico con una visione, ma senza ideologia. Questo è ciò che abbiamo imparato dall'esperienza: ogni partito con un'ideologia diventa un partito fascista. Dal nostro punto di vista, siamo un movimento politico che non interferisce con l'ideologia dei singoli membri, ma che condivide gli obiettivi come movimento. Indipendentemente dall'ideologia o dalla religione, chiunque può iscriversi a Fatah e conciliare le differenze. Questo è uno dei principi fondamentali di Fatah e la ragione per cui è il più grande movimento in Palestina oggi: molti intellettuali e accademici fanno ed hanno fatto parte dell'Olp e del movimento di liberazione. Tutti i pensatori palestinese, come Edward Said e Mahmoud Darwish, sono stati coinvolti in questo movimento.

40 anni fa eravamo il grande partito del mondo arabo: c'erano sciiti, iracheni, kuwaitiani ed egiziani all'interno del nostro movimento. Penso che Fatah ancora oggi sia così, ma abbiamo bisogno di nuovi politici all'interno del nostro partito perché la maggior parte della vecchia guardia è morto o appoggia partiti di sinistra.

Quindi, Hamas deve convincerci e mostrarci che sostiene un sistema in cui le persone condividono e alternano il potere attraverso le elezioni. Non accetteremo in Palestina un sistema totalitario come l'Iran o l'Unione Sovietica. E' necessario dare ad ogni individuo la propria libertà. Uno stato islamico non fornisce lo spazio per muoversi e per esercitare i diritti politici di tutti i palestinesi.