Haaretz.com
26.12.2011
http://www.haaretz.com/print-edition/news/girl-8-becomes-poster-child-for-anti-haredi-backlash-1.403577
Ragazzina di 8 anni diviene bambina-simbolo della reazione anti-haredi.
Il calore a sostegno di Na’ama è stato accompagnato, se non superato, dal pubblico sdegno per ‘Moshe’, l’autista haredi che,
in un report televisivo, ha spiegato perché era giustificabile sputare a una ragazzina.
di Mordechai I. Twersky
L’immagine televisiva a livello nazionale della bambina di 8 anni Na’ama Margolese – la giovane studentessa di Beit Shemesh tanto traumatizzata dagl’insulti degli haredim [ebrei ultra-ortodossi, N.d.T.] da rifiutarsi di attraversare la strada nella loro direzione, persino con l’aiuto della madre – ha colpito il paese, tanto da trasformare la timida figlia di immigrati dal Nord America in una bambina-simbolo per l’incandescente dibattito nazionale sull’esclusione delle donne.

“Ho paura”, aveva gridato la ragazzina, paralizzata dal terrore, mentre si trovava in strada vicino alla scuola, rifiutando di spostarsi. Si trattava dello stesso angolo ove, lo scorso anno, degli ebrei ultra-ortodossi avevano detto parolacce e sputato addosso a lei e alle sue compagne di classe.
“Faremo una passeggiata, solo un po’,” l’aveva rassicurata la madre, Hadassa, mentre la teneva per mano. “No, no!” aveva gridato Na’ama, mentre le sue urla si trasformavano in uno strillo acuto ed agghicciante. Meno di 24 ore dopo la trasmissione televisiva del venerdì sera su uno dei canali di attualità più importanti del paese, il sabato sera, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha rilasciato una rara dichiarazione con cui si condanna quella che ha definito come “una violenza religiosa contro le donne in ambiente pubblico”.
Secondo la dichiarazione, il Presidente del Consiglio avrebbe dato incarico al ministro di Pubblica Sicurezza Yitzhak Aharonovitch, di “procedere con forza” nel caso di incidenti di questo tipo.
Il calore a sostegno di Na’ama è stato accompagnato, se non superato, dal pubblico sdegno nei confronti di ‘Moshe’, l’autista haredi che, nel report televisivo, seduto al volante della sua auto spiegava, sempre così con aria indifferente, perché mai sputare ad una ragazzina che gli era stato detto fosse di sette anni fosse giustificato.
“Sputare su una ragazza che non si comporta secondo la legge della Torah va bene”, ha sostenuto Moshe. ”Anche a sette anni. Ci sono rabbini che ci consentono di sapere come camminare per strada e come una donna si dovrebbe comportare.”
In realtà, Na’ama è una ragazzina ortodossa. Nel report, lei e la madre vengono mostrate indossare camicie con le maniche lunghe, con gonne lunghe oltre le ginocchia. Hadassa – che insieme ai suoi genitori è emigrata in Israele nel 1983 da Chicago – porta un fazzoletto sui capelli, come è d’uso tra alcune donne sposate ortodosse. “Per quanto li riguarda [gli haredim], non sono una donna religiosa,” ha dichiarato Hadassa, e ha bollato gli aggressori della figlia come “terroristi”, chiedendone l’arresto e la carcerazione.
(tradotto da mariano mingarelli)