Betlemme, 21 dicembre 2011
Il Concerto “per la Vita e per la Pace” dell’Orchestra Giovanile Palestinese
di Michele Cantoni
Troppo spesso quando nel mondo e nei mezzi di informazione internazionali si parla di Palestina, lo si fa esclusivamente in relazione ad Israele, privando di fatto il popolo palestinese, la loro società e la loro cultura, della possibilità di essere riconosciuti in quanto tali: un Popolo, una Società ed una Cultura a sé stanti. Chi agisce in ambito culturale in Palestina si trova a dover affrontare il duplice e delicato compito di promuovere la Cultura in quanto tale senza però ignorare l’impatto che la situazione politica ha su di essa.

In un articolo pubblicato un anno fa dal mensile palestinese di lingua inglese This Week in Palestine http://www.thisweekinpalestine.com/details.php?id=3278&ed=189&edid=189 esprimevo il desiderio che gli insiemi strumentali del Conservatorio Nazionale Palestinese Edward Said (ESNCM) potessero in futuro ottenere lo spazio occupato sino ad allora dalle orchestre europee che per gli ultimi dieci anni hanno eseguito il “Concerto Per la Vita e per la Pace” ritrasmesso dalla RAI il giorno di Natale. Oltre a voler promuovere il conservatorio al quale ho dedicato sette anni del mio lavoro, il mio ragionamento era (ed è tutt’ora) fondato sull’idea che la trasmissione di quei concerti convogliava al pubblico internazionale un messaggio fuorviante rispetto alle realtà politiche in Palestina/Israele. Il fatto che le orchestre ospiti si esibissero in giorni consecutivi davanti al pubblico palestinese della Betlemme occupata e a quello israeliano della libera Gerusalemme Ovest, alimentava (forse involontariamente) un’immagine di parità fra palestinesi ed israeliani che di fatto è inesistente. Non si può suggerire, come troppo spesso avviene, che in Palestina/Israele sia in corso un “conflitto” fra due popoli, presupponendo l’esistenza di due parti equiparabili. E’ di fatto solamente uno dei due popoli a godere di totale libertà, mentre il suo Stato (una delle principali potenza militari al mondo) controlla tutto il territorio, le risorse e – crucialmente – ogni libertà dell’altro, oltre ad aver istaurato una fitta rete di barriere e di leggi militari concepita per impedire il contatto fra civili palestinesi e israeliani, e per separare i palestinesi gli uni dagli altri.
In questo contesto è fondamentale che le attività culturali offerte ad entrambe le “parti” – come i Concerti per la Vita e per la Pace – o che le coinvolgono entrambe – come la West-Eastern Divan Orchestra del Maestro Barenboim– siano accompagnate da un chiaro messaggio politico che si proponga di denunciare e sovvertire lo status quo nel nome della giustizia e dei diritti umani. Sembra improbabile che dopo decenni in cui hanno condiviso lo stesso clima, mangiato lo stesso cibo e bevuto la stessa acqua, palestinesi ed israeliani possano finalmente essere più vicini alla “pace” perché ascoltano lo stesso concerto di Natale. Solo se permette di aumentare la consapevolezza delle realtà politiche quel concerto potrà sperare di contrastare l’occupazione militare, la colonizzazione, l’ingiustizia, e le altre numerose violazioni israeliane del diritto internazionale. Un tale approccio porterebbe con sé un vero omaggio ai messaggi di Pace e Speranza tradizionalmente associati al Natale.
In virtù dell’ammissione della Palestina come Stato membro dell’UNESCO e della richiesta di ammissione alle Nazioni Unite, l’Associazione Vita e Pace, che da dieci anni offre i Concerti di Natale per la Vita e Per la Pace da Betlemme e Gerusalemme, ha scelto quest’anno di chiedere ad un’orchestra palestinese di esibirsi nel concerto natalizio, con un’unica rappresentazione a Betlemme, come gesto di amicizia e solidarietà verso i suoi cittadini.
Il Conservatorio Nazionale Edward Said ha accolto con piacere questa nuova impostazione e ha accettato di far partecipare l’Orchestra Giovanile Palestinese al concerto del 20 dicembre nella Chiesa della Natività.
Il concerto verrà ritrasmesso, come negli anni precedenti, dalla Rai alle 21.30 del 24 dicembre (Radio 3) e alle 14.30 del 25 dicembre (Rai Tre).
Vorrei ringraziare la Rai per aver accolto la mia richiesta di correggere l’annuncio del concerto, apparso sul sito di Rai Tre due settimane fa. In quell’annuncio l’Orchestra Giovanile Palestinese veniva erroneamente presentata come “nata sulle orme dell’esperienza e dell’esempio della West-Eastern Divan Orchestra fondata dal Maestro Barenboim.” Oltre ad essere fattualmente errata, una tale presentazione crea un’associazione fra l’orchestra e un progetto dal quale di fatto si dissocia in maniera categorica da anni. In quanto firmatario dell’appello al boicottaggio culturale e accademico di Israele (PACBI) il Conservatorio Edward Said, che gestisce l’Orchestra Giovanile Palestinese, non ha alcun contatto né con il progetto del Maestro Barenboim né con qualsiasi altra iniziativa che convogli un’immagine fuorviante della realtà politica in Medioriente.
Michele Cantoni
Direttore Didattico – The Edward Said National Conservatory of Music
Direttore Artistico – Palestine National Orchestra, Palestine Youth Orchestra
Betlemme, 20 dicembre 2011
Discorso di apertura di Michele Cantoni, direttore artistico dell’orchestra
Signore e Signori,
Benvenuti ad una serata speciale, una serata unica che dalla Palestina raggiungerà nei prossimi giorni il mondo intero.
Esattamente una settimana fa, davanti al Palazzo dell’UNESCO a Parigi, è stata aggiunta una nuova bandiera a quelle dei 194 paesi già membri di quell’istituzione ... la bandiera Palestinese.
Troppo spesso, fino ad oggi, quando nel mondo e nei mezzi di informazione internazionali si parlava di Palestina, lo si faceva esclusivamente in relazione ad Israele, privando di fatto il popolo palestinese, la loro società e la loro cultura, della possibilità di essere riconosciuti in quanto tali: un Popolo, una Società ed una Cultura a sé stanti.
Il Concerto di questa sera permetterà di far conoscere a molti un aspetto della Palestina che forse ignoravano.
L’Orchestra Giovanile Palestinese è formata oggi da allievi e professori del Conservatorio Nazionale Palestinese Edward Said oltre che da ospiti provenienti da altre istituzioni musicali Palestinesi e Italiane.
Negli anni scorsi lo spazio di questo concerto di Natale era occupato da orchestre italiane che presentavano il concerto al pubblico palestinese di Betlemme e successivamente a quello israeliano di Gerusalemme.
Il trattamento equanime che ricevevano in quel modo il paese occupato e il paese occupante veniva criticato da molti in Palestina.
Vorrei esprimere la mia estrema gratitudine, e quella del Conservatorio Edward Said, all’Associazione Vita e Pace per aver scelto di offrire quest’anno ad un’orchestra palestinese l’opportunità di esibirsi ... in un concerto che verrà presentato unicamente nella Betlemme occupata.
Vorrei esprimere anche la mia gratitudine e la mia stima al Maestro Juan David Molano che dirigerà questa sera l’Orchestra Giovanile Palestinese.
Grazie e Buon Natale a tutti!