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13.03.2012
http://www.alternativenews.org/italiano/index.php/topics/hebron/3466-foto-festa-ebraica-palestinesi-imprigionati-a-hebron
FOTO: Festa ebraica, palestinesi imprigionati a Hebron
Gli israeliani festeggiano il Purim, festa religiosa ebraica in cui si commemora la salvezza del popolo ebraico ostaggio del ministro Haman in Persia. Ad Hebron, giovedì 8 marzo, in Shuhada Street i coloni festeggiano mascherati e ai palestinesi è vietato aprire i propri negozi e uscire di casa.
Soldati e coloni ai festeggiamenti del Purim in Shuhada Street ad Hebron (Foto: Emma Mancini, AIC)
Per l’occasione i coloni israeliani che hanno occupato le case palestinesi nell’area H2 di Hebron, la Città Vecchia, si mascherano e costruiscono carri carnevaleschi. Un centinaio di soldati e poliziotti controllano l’area, alcuni cecchini sono appostati sui tetti intorno lungo Shuhada Street.
Ad attirare l’attenzione dei pochi internazionali presenti e dei pochissimi palestinesi che non sono autorizzati a varcare il blocco posto tra il checkpoint e Shuhada, sono due costumi: un bambino israeliano che indossa una kefiah palestinese e un uomo vestito da militante di Hamas, con tanto di fascia verde e bandiera del movimento islamico.

(Foto: Emma Mancini, AIC)
Durante i festeggiamenti del Purim, ai palestinesi residenti ancora in Città Vecchia, sotto controllo militare e civile israeliano, non è consentito aprire i negozi e camminare nell’area.
Dal 1995, anno del Protocollo di Hebron, la città è divisa in due: H1, sotto controllo palestinese, e H2, sotto quello israeliano. Un caso unico in tutta la Cisgiordania: la stessa città divisa in Area A e Area C. Nella Città Vecchia, cuore sociale ed economico di Hebron, vivono oggi circa 500 coloni in 5 diversi insediamenti che spezzano in due la città e impediscono il collegamento diretto tra i quartieri palestinesi a Nord e quelli a Sud.
(Foto: Emma Mancini, AIC)
Shuhada Street, la principale arteria della città, che non solo collegava l’intera Città Vecchia, ma dove si trovavano le più importanti attività economiche, è chiusa per ordine militare israeliano dal 2000: solo i palestinesi residenti in H2 sono autorizzati ad accedervi. Per il resto degli abitanti di Hebron e della Cisgiordania, è area off-limits: vietato metterci piede.
(Foto: Emma Mancini, AIC)
Secondo una sentenza della Corte Suprema israeliana, l’esercito non è autorizzato a chiudere al movimento dei residenti palestinesi Shuhada Street. Ma nonostante ciò, la strada non è stata mai riaperta. E con Shuhada Street sono stati chiusi anche centinaia di esercizi commerciali, tanto da trasformare l’area in una città fantasma. Dalla Seconda Intifada ad oggi sono stati chiusi oltre 1.800 negozi palestinesi: quasi 450 per ordine militare, gli altri perché impossibilitati a tirare avanti in una zona senza clienti.

(Foto: Emma Mancini, AIC)
Nell’area H2, infatti, oltre 1000 abitazioni palestinesi sono ora vuote, il 41,9% del totale. L’obiettivo dei coloni e delle autorità israeliane è stato parzialmente raggiunto: rendere la vita impossibile ai palestinesi e costringerli ad abbandonare le loro case in Città Vecchia. Perché occupate dai coloni, perché distrutte dall’esercito durante la Seconda Intifada, perché costante target delle violenze israeliane e perché continuamente vessate dai 2000 soldati israeliani posti “a difesa” dei coloni.
(Foto: Emma Mancini, AIC)
Dopo il 1997, secondo i dati forniti dall’Hebron Rehabilitation Committee, il 96% dei residenti palestinesi in Città Vecchia aveva abbandonato le proprie abitazioni. Ora, grazie al progetto di ristrutturazione e di riabilitazione dell’associazione, quasi mille case sono state ricostruite e ben 5.500 palestinesi sono tornati a vivere in H2.