Gli Stati Uniti e Israele tracciano un piano missilistico congiunto

UPI.com
29.06.2012
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Security Industry

Stati Uniti e Israele tracciano un piano missilistico congiunto.

Gli strateghi militari statunitensi e israeliani stanno discutendo lo sviluppo di sistemi di difesa missilistici di Israele per assicurarsi che il paese mantenga il suo vantaggio tecnologico.
da Upi News Agency 

Tel Aviv, Israele, 29.06.2012 (UPI) – Nell’ambito del peggioramento delle condizioni di sicurezza nel Medio Oriente, strateghi militari statunitensi e israeliani stanno discutendo lo sviluppo dei sistemi missilistici di difesa dello stato ebraico per garantire che il paese conservi il vantaggio tecnologico sugli avversari regionali e la capacità di far fronte alle minacce emergenti.

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Soldati israeliani lavorano sull’Iron Dome, un nuovo sistema anti-missile, di stanza presso la città meridionale di Beer Sheba (27.03.2011 UPI) 

 

Il sostegno degli Stati Uniti agli sforzi di Israele per la costruzione di un sistema multilivello di difesa contro tutto, dai missili balistici ai razzi senza guida a corto-raggio, è stato il tema chiave della riunione di questa settimana a Tel Aviv dei funzionari del gruppo congiunto di Consulenza Politica della Difesa. 

Non sono stati resi noti i particolari delle discussioni, ma il Jerusalem Post ha riferito che gli israeliani erano particolarmente interessati a sviluppare con gli americani di un piano pluriennale che “garantirebbe un bilancio regolare per i sistemi di difesa missilistica che Israele dovrà acquistare nei prossimi anni.”
Negli ultimi mesi, l’Amministrazione del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha stanziato 275 milioni di dollari per aiutare Israele ad acquistare altre batterie del sistema Iron Dome sviluppato dall’azienda di stato Rafael Advanced Defence Systems per integrare le quattro già operative. 

Ma gli strateghi israeliani ritengono che l’esercito avrà bisogno di ben 20 batterie per assicurare la copertura dai missili a corto–raggio posseduti nel nord dagli Hezbollah con l’appoggio dell’Iran e nel sud, ai confini meridionali di Israele, dai miliziani palestinesi della Striscia di Gaza. 

Dal momento che il governo del primo ministro Benjamin Netanyahu ha imposto pesanti tagli alle spese militari per l’anno fiscale 2012 – 2013, tagli che presumibilmente si estenderanno agli anni successivi, le forze aeree israeliane, cui spetta la responsabilità della difesa missilistica, risultano sempre più dipendenti dall’aiuto statunitense per l’ampliamento della rete Iron Dome. 

Possono venir dispiegati dal Rafael, che è lo sviluppo in corsia preferenziale di una variante più avanzata dell’Iron Dome capace di intercettare missili a lungo–raggio, fino a un sistema in progetto, noto con il nome di David’s Sling (la fionda di Davide) che viene realizzato dalla società e dalla U.S. Raytheon Co. 

Ma, probabilmente, il progetto israeliano più importante è il sistema Arrow-3, progettato per intercettare i missili balistici al di fuori dell’atmosfera terrestre, che viene messo a punto dalle Industrie Aerospaziali Israeliane e dalla Boeing Co.

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Questo sistema interessa particolarmente gli americani. 

“Il progetto di Arrow-3 promette essere quello di un sistema estremamente valido, più progredito di quelli che abbiamo mai affrontato negli Stati Uniti con i nostri programmi”, ha osservato di recente il direttore della Missile Defence Agency statunitense, Lt.Gen. Patrick J. O’Reilly. 

L’ aggiornamento on-line della Difesa degli Stati Uniti riporta: “L’intenzione statunitense è quella di inserire il sostegno ai programmi israeliani nel bilancio della difesa degli Stati Uniti.” 

Israele è l’unico paese che mette in campo sistemi missilistici in grado di intercettare missili e razzi di diverso calibro e gittata. 

O’Reilly ha sostenuto che lo scudo israeliano di difesa multilivello potrebbe essere utilizzato per proteggere le forze armate statunitensi in Medio Oriente. 

Il quotidiano liberale israeliano Haaretz riferisce che questi si è spinto fino a tal punto da lasciare intendere che le batterie di missili israeliani potrebbero proteggere anche i paesi arabi alleati degli Stati Uniti, ma con i quali lo stato ebraico non ha relazioni diplomatiche. 

Nelle ultime settimane, il Congresso americano ha approvato un pacchetto di aiuti di quasi 1 miliardo di dollari, distribuito nell’arco temporale di diversi anni, per sostenere i programmi di difesa missilistica israeliani, tra i quali l’Arrow-3. 

Questo in aggiunta ai 3 miliardi di dollari in aiuti militari USA che Israele riceve ogni anno. 

L’Arrow-3 consisterà in un ulteriore potenziamento dell’intercettore Arrow 2 della IAI che è attualmente in servizio. Le prime batterie Arrow sono state dispiegate nel 2000. 

Il quotidiano finanziario israeliano Globes ha riferito che il programma Arrow-3 e il Programma di Perfezionamento del Sistema Arrow, che punta alla futura potenzialità di un Arrow-4, otterranno un pacchetto di aiuti finanziari di112 milioni di dollari. 

Sarà integrato dal Radar a banda-X AN/TPY-2 che, nel 2009, gli americani hanno dispiegato in una base aerea israeliana nel deserto del Negev a sud di Tel Aviv. Questo è in grado di rilevare i lanci di missili balistici diversi minuti prima del radar posto a terra Pine Green EL/M-2080, realizzato dalla Elta sussidiaria della IAI che fa parte del sistema Arrow. 

E’ previsto che Il David’s Sling (la fionda di Davide), destinato allo strato di centro dello scudo difensivo per contrastare i missili di gittata dalle 24 alle 150 miglia, ottenga quasi 150 milioni di dollari dal pacchetto statunitense. 

Questo contribuisce a soddisfare le mire dell’esercito israeliano di fissare con il Pentagono un bilancio pluriennale che non richieda l’approvazione annuale dell’Amministrazione. 

I sistemi israeliani attualmente impiegati verranno messi alla prova nel mese di ottobre durante l’imponente operazione di difesa missilistica con gli americani nota con il nome di Austere Challenge. 

(tradotto da mariano mingarelli)