Notizie da Israele: Ritrattazione dell'IDF sulla foto usata pretestuosamente

Max Blumenthal.com
08.06.2010

http://maxblumenthal.com/2010/06/nailed-again-under-pressure-idf-and-haaretz-retract-description-of-suspicious-idf-distributed-photo/

 

Smascherati una volta di più: ritrattata la descrizione della foto sospetta distribuita dall’IDF.

di Max Blumenthal

 Aggiornamento: Il protagonista della foto è stato identificato. Un lettore di el_sirio scrive: “La persona ripresa nella foto è il giurista yemenita Mohammad al-Hazmi, che mostra il suo pugnale rituale ( noto nello Yemen con il nome di Jambiya), il quale viene portato nello Yemen da ogni singola persona come parte essenziale del costume tradizionale yemenita. Al-Hazmi era stato incarcerato dagli israeliani insieme ad altri due deputati yemeniti che si trovavano sulla flottiglia . Uno di loro ha raccontato ai quotidiani yemeniti che la foto era stata ripresa molto tempo prima che la Mavi Marmara venisse attaccata dagli israeliani. Al-Hazmi in quella occasione stava mostrando il suo pugnale rituale a giornalisti curiosi e a stranieri presenti sulla nave. In questo link [in arabo] il membro del parlamento Hazza al-Maswari afferma che al momento dell’attacco israeliano. al-Hazmi non portava il suo Jambiya.”

                                                          an activist with a knife

 


Il 31 maggio, l’ufficio del portavoce dell’IDF [Israeli Defence Forces] aveva distribuito una foto di un musulmano barbuto con un pugnale attorniato da giornalisti. La luce del giorno stava entrando da una finestra o da una porta alle spalle dei giornalisti. Messa a disposizione senza alcun chiarimento del contesto e senza spiegazione, la foto era venuta a giocare la parte di uno stereotipo orientale classico,  rappresentato da un musulmano violento, fanatico e persino suicida determinato a uccidere ebrei. La foto era stata inserita in un articolo che si basava sulle testimonianze di anonimi commando e aveva questo titolo: “Commando israeliani della marina: attivisti della flottiglia per Gaza hanno tentato di linciarci.”  

A prima vista, l’IDF ha raccontato a Haaretz che la foto era stata scattata immediatamente dopo che i suoi commando della marina avevano fatto incursione sul Mavi Marmara e sulle altre imbarcazioni della flottiglia – per lo meno, questo è il modo con cui Ha’aretz descrive la foto sulla base delle informazioni ricevute dall’IDF. Eppure l’incursione era stata eseguita con il favore delle tenebre. In che modo, una foto ripresa con somma evidenza alla luce del giorno avrebbe potuto riportare un avvenimento che aveva avuto luogo nella tarda serata? Hanno forse i musulmani il magico potere di trasformare la notte in giorno? E perché mai i giornalisti se ne stavano d’attorno, scattando foto con nonchalance, proprio quando presumibilmente i commando stavano rischiando di venire “linciati”?

Ancora una volta il racconto fatto dall’IDF è altamente sospetto. 

La didascalia originale che ha come fonte l’IDF – “brandiva un pugnale dopo l’abbordaggio dei commando – è riportata qui sotto:

“Israel Navy commandos: Gaza flotilla activists tried to lynch us” - Ha’aretz, by Amos Harel, Avi Issacharoff, Anshel Pfeffer
 
http://www.haaretz.com/news/diplomacy-defence/israel-navy-commandos-gaza-flotilla-activists-tried-to-lynch-us

….equipaggiati con pistole a proiettili marcatori, ma le armi non letali  erano inadeguate contro attivisti che  si avventavano armati di bastoni.
“Loro avevano pistole con proiettili veri come supporto, per difendersi,” ha raccontato. L’IDF ha confermato di aver confiscato a bordo due pistole. 

Uno dei commando ha raccontato ai giornalisti che stava scendendo lungo la fune dall’elicottero su una delle sei imbarcazioni del convoglio quando è stato immediatamente assalito  da un gruppo di persone che li stavano aspettando.

La didascalia originale di Ha’aretz sostiene che la foto era stata fatta dopo che i commando della marina avevano fatto l’incursione sul Marmara. 

Ho telefonato all’ufficio del portavoce dell’IDF  per indagare riguardo la foto. Perché mai l’IDF ha dichiarato che la foto rappresentava un fatto che aveva avuto luogo dopo che i commando avevano fatto irruzione sulla flottiglia, quando era invece chiaro che era stata scattata alla luce del giorno? Ho chiesto. 

Dopo che ebbi posto la domanda sulle affermazioni dell’IDF a proposito dei tempi della foto, Ha’aretz modificò silenziosamente la didascalia, asportando la frase secondo la quale la foto era stata ripresa dopo l’incursione. 

Il portavoce, sergente Chen Arad, mi ha raccontato di non essere a conoscenza del fatto che la foto fosse stata fatta prima o dopo che i commando si erano calati sul Marmara. “Potrebbe essere che l’affermazione sia stata fatta da commando in una intervista,” ha sostenuto. Gli ho rammentato che la fonte di Ha’aretz per ciò che riguarda la foto non è stata quella dei commando, bensì l’ufficio del portavoce dell’IDF. Dopo aver confermato che era stato il suo ufficio a rilasciare la foto, Arad ha detto, “E’ ragionevole che il fatto sia accaduto prima dell’effettivo accertamento, ma non sono certo su che cosa sia stato riferito ad Ha’aretz.” 

                                                           a man wounded aboard

L’8 giugno, poco dopo che ebbi parlato con Arad, Ha’aretz cancellò la sua descrizione della foto sospetta, asportando la frase “brandiva un pugnale dopo che i commando israeliani avevano abbordato la loro imbarcazione.” Tuttavia, Ha’aretz non ha fatto riferimento ad alcuna ritrattazione, presupponendo che con ogni probabilità nessuno se ne sarebbe accorto. La ritrattazione solleva inquietanti domande sul livello di coordinamento esistente tra l’IDF e i media Israeliani. L’ufficio del portavoce dell’IDF ha fatto una soffiata ad Ha’aretz dopo che avevo telefonato loro? E perché Ha’aretz accetta la versione dei fatti sul Marmara fermandosi alle apparenze? Oltre a gettare un’ombra sul reportage fatto da Ha’aretz sull’incursione nei confronti della flottiglia, questo episodio sta a provare una volta di più che niente di ciò che viene detto dall’IDF può essere credibile. 

(tradotto da mariano mingarelli)