Safed: si intensifica la campagna anti-araba

Haaretz.com
03.11.2010

http://www.haaretz.com/print-edition/news/safed-man-harassed-for-renting-apartment-to-bedouin-1.322561

 

Safed: uomo perseguitato per aver affittato un appartamento a beduini.

La città tappezzata di manifesti che riportano in modo esplicito il nome del proprietario di un appartamento, di 89 anni, rappresenta l’ultimo episodio di una campagna per bloccare l’afflusso di giovani arabi.

di Avi Ashkenazi 

Martedì, Safed è stata tappezzata di manifesti che denunciano un residente da lungo tempo nella città per aver affittato un appartamento a tre beduini che studiano nella locale scuola.

                        ely tzavieli

 

Il proprietario dell’appartamento, Eli Tzavieli, aveva deciso di andare fino in fondo con l’affitto nonostante le minacce che la sua casa sarebbe stata data alle fiamme. 

I manifesti rappresentano l’episodio più recente di una campagna in atto promossa da determinati cittadini di Safed e diretta dal rabbino capo della municipalità, Shmuel Eliahu, per impedire l’afflusso di studenti arabi attirati dalla scuola. 

Gli abitanti che si oppongono a questa campagna ritengono che, alla luce di un recente episodio nel quale tre studenti arabi erano stati aggrediti brutalmente, i manifesti potrebbero istigare ad un’aggressione nei confronti dell’89 enne Tzavieli, che è stato citato esplicitamente sui cartelli. 

I manifesti denunciano che Tzavieli “sta facendo ritornare gli arabi a Safed!! E’ un vero peccato!!!” 

La sera prima che comparissero i manifesti, Tzavieli, che era emigrato in Israele dopo la Seconda Guerra Mondiale e che viveva a Safed fin dal 1950, ricevette una telefonata anonima da qualcuno che lo minacciava di dar fuoco alla sua casa. Il fatto venne denunciato alla polizia. 

“Sono spaventato,” ha raccontato ad Haaretz. “Ma ho un obbligo nei confronti di questi studenti deliziosi….Vanno a scuola tutti i giorni e, la notte, hanno bisogno di un posto dove dormire.” 

Ha dichiarato che prima della telefonata minatoria, alcune persone che non conosceva si erano presentate a casa sua chiedendogli di non affittare ad arabi. Ha tuttavia sottolineato che le altre persone anziane della città hanno appoggiato la sua decisione. 

Alcuni mesi fa, Eliyahu ed altri 17 rabbini avevano emesso una richiesta pubblica agli abitanti perché questi non affittassero appartamenti a non-ebrei. Tale richiesta venne seguita da un “Congresso di emergenza” tre mesi dopo, al quale, coloro che intervennero, si scagliarono contro l’afflusso di studenti arabi. [Anche il sindaco della città si pronunciò contro al presenza di studenti arabi a Safed, http://www.imemc.org

Poi, dieci giorni fa, tre studenti arabi vennero aggrediti fisicamente, uno dei quali fu pure colpito da uno sparo, anche se non in modo mortale. 

Due residenti di Safed – uno dei quali una guardia di frontiera armata – vennero successivamente incriminati dell’aggressione, che ebbe inizio quando un gruppo di giovani ebrei ebbero circondato l’appartamento degli studenti, gridando ad alta voce slogan del tipo di “Morte agli arabi” e “Musulmani schifosi” e scagliato sassi e bottiglie traverso le finestre. Dopo di che, alcuni degli aggressori a quanto pare scavalcarono una finestra aperta per continuare l’aggressione a distanza ravvicinata. 
                      safed_former_arab_quarter

[Prima della creazione dello stato di Israele nel 1948, Safed era una città palestinese, ma nel 1948 la sua popolazione venne costretta all’esodo ad opera di bande ebraiche, e il “quartiere ebraico” divenne un paradiso per artisti e per mistici ebrei, http://www.imemc.org

(tradotto da mariano mingarelli)