Nena News.com
17.11.2010
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IL DESTINO DI GHAJAR
Il Consiglio di difesa del governo Netanyahu ha approvato il piano riguardante il ritiro dell’esercito israeliano dalla parte nord-occidentale di Ghajar, uno dei luoghi più sensibili, al confine tra Israele, Libano e Siria.
di Barbara Antonelli
Gerusalemme, 17 Novembre 2010 Nena News - Si è aperta mercoledì mattina alla Knesset, il Parlamento israeliano, la discussione sul piano proposto dal primo ministro Netanyahu e dal Ministro degli esteri Lieberman, riguardante il ritiro dell’esercito dalla parte nord-orientale del villaggio di Ghajar, uno dei punti piu’ delicati sul confine con il Libano e da anni al centro di una disputa per il controllo del territorio. Il Consiglio della difesa del governo israeliano avrebbe approvato la proposta di Netanyahu, riferisce l’agenzia on line israeliana Ynet.
Punto nevralgico, al confine tra Israele, Siria e Libano, Ghajar ha una lunga e travagliata storia; i 2000 residenti, tutti alawiti (setta islamica sciiti), di origine siriana, hanno cambiato amministrazione tre volte in un secolo e contro la loro volontà: villaggio siriano, Ghajar è stato infatti occupato da Israele nel 1967, che lo ha annesso al proprio territorio nel 1981 come tutte le alture del Golan (annessione non riconosciuta sul piano internazionale), sotto il cui controllo è rimasto fino al 2000, quando le Nazioni Unite hanno tracciato la cosiddetta Linea Blu, (i piani per il ritiro di Israele dal Libano), dividendo l’abitato in una parte nord, sotto controllo libanese e una parte sud, israeliana. Nel 2006, con l’offensiva militare contro il Libano, Israele ha rioccupato il villaggio, controllando anche la parte nord di Ghajar.
La proposta avanzata da Israele è unilaterale, presa senza consultare il governo libanese né i 2000 residenti del piccolo centro che si troverebbero così divisi, famiglie spezzate, residenti a sud divisi dalle loro terre (quasi tutte a nord); la scuola e gli edifici della municipalità sono inoltre dal lato controllato da Israele. Il piano proposto da Tel Aviv non incontra l’approvazione degli abitanti di Ghajar, che in questi giorni, ai microfoni di BBC e Al Jazeera, hanno più volte ribadito “Siamo siriani!”
I residenti, che dal 2000 si oppongono a qualsiasi divisione tra Ghajar nord e sud, anche se questo potrebbe comportare rimanere sotto occupazione israeliana, esprimono da giorni la loro contrarietà in merito al piano di Tel Aviv. “Non ci sentiamo libanesi” e vogliono invece che Ghajar rientri in una discussione più ampia riguardante le sorti del Golan occupato. Lo scorso venerdi 500 abitanti hanno protestato nella piazza centrale, marciando nelle strade dove sono stanziate le truppe di peacekeeping delle Nazioni Unite, lasciando una lettera indirizzata al Segretario Generale Ban Ki-moon, perchè metta fine alle divisioni di Ghajar. Hussein Khatib, segretario del consilio municipale, ha riffermato a nome di tutti gli abitanti: “Ghajar è siriano, la sua gente è siriana cosi come la sua terra.”
Nonostante la Knesset abbia approvato il piano Netanyahu, non si sanno ancora i tempi in cui avverranno il ritiro dell’esercito israeliano e il successivo passaggio di controllo della parte nord di Ghajar in mano UNIFIL, il contigente di interposizione dell’ONU schierato al Sud del Libano. Non è finora chiaro però se i residenti della parte nord, considerati ad oggi cittadini israeliani, potranno usufruire in futuro degli stessi servizi di base dello Stato ebraico: a differenza dei drusi, infatti, gli alawiti di Ghajar, hanno accettato la cittadinanza israeliana quando il Golan è stato annesso nel 1981. Non è chiaro anche come e se le due parti del villaggio potranno comunicare tra loro, forse attraverso un valico, consentendo ai residenti libero movimento tra nord e sud e il contrario, come sempre assicurato dalle diverse soluzioni presentate in questi anni da UNIFIL.
Secondo i commenti apparsi su alcune fonti della stampa internazionale, il ritiro unilaterale proposto da Israele appare un atto in contraddizione con le costanti preoccupazioni di Israele in merito alla sicurezza sul confine libanese e le possibili infiltrazioni di miliziani Hezbollah: Netanyahu, va ricordato, è sempre stato critico nei confronti della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza ONU che ha riconfermato a UNIFIL, il mandato di provvedere alla sicurezza nel Sud del Libano, e che prevede l’obbligo di Israele a ritirarsi da Ghajar nord. C’è chi intravede pressioni USA dietro il piano di Tel Aviv e chi come Alaistrair Crooke, fondatore del Conflicts Forum, un think tank che promuove il dialogo tra Occidente e mondo islamico, crede che Ghajar sia il trofeo offerto da Israele all’ONU, come un gesto simbolico, un piccolo gesto distensivo nei confronti della comunità internazionale. Nena News
