Di Peggy Cidor, Gerusalemme, 15 agosto 2023, https://www.middleeasteye.net/news/israel-way-becoming-religious-halachic-state
Il progetto di un ministro israeliano di stabilire orari di balneazione separati per sesso nelle sorgenti naturali ha scatenato timori e dibattiti tra la maggioranza laica: il Paese si sta trasformando in uno Stato religioso? Con la crescita dell'influenza nazionalista e ultraortodossa, torna al centro del dibattito una questione vecchia di decenni sul ruolo della religione nello Stato.
Questa è una delle tante preoccupazioni che i movimenti femministi nutrono da quando l'attuale coalizione ultraortodossa e nazionalista è entrata in carica alla fine dello scorso anno. Idit Silman, ministro israeliano per la protezione dell'ambiente del partito Likud del primo ministro Benjamin Netanyahu, ha annunciato all'inizio del mese il suo piano per le ore di nuoto segregato. Il piano consentirebbe ai visitatori di nuotare in due riserve naturali vicino a Gerusalemme senza membri del sesso opposto. Le donne religiose in Israele, soprattutto quelle della comunità ultraortodossa (o Haredim), non fanno il bagno in mare o in piscina in presenza di uomini.
Anche un gran numero di uomini Heredi evita di fare il bagno in presenza di donne. Il piano di Silman - che è stato rinviato in attesa di una revisione legale - non intendeva intaccare le normali ore di apertura a tutti, ma aggiungere due ore al giorno, da dividere tra uomini e donne. Tuttavia, molte persone nell'opinione pubblica laica e liberale israeliana vedono con sospetto le azioni dell'attuale governo. Perciò alcuni vedono l'iniziativa di Silman come un primo passo verso il completamento del piano più grande e minaccioso: trasformare Israele in uno Stato halachico (di diritto ebraico), cioè governato secondo le leggi più severe dell'ebraismo ortodosso, compresa la segregazione di genere nella sfera pubblica.
Domenica, un autista di un autobus pubblico israeliano ha ordinato alle ragazze adolescenti di sedersi in fondo all'autobus e di coprirsi, dicendo che l'autobus si rivolge ai passeggeri ultraortodossi. Episodi simili di segregazione sessuale sui trasporti pubblici sono diventati più comuni di recente, mettendo sotto i riflettori il rapporto tra religione e Stato in Israele.
Tensioni laico-religiose Le radici dei conflitti tra gli ebrei ultraortodossi e il pubblico in generale in Israele risalgono ai primi anni Cinquanta. Fu allora che David Ben-Gurion, primo ministro del Paese, accettò di esentare 400 giovani ultraortodossi dal servizio militare per consentire loro di studiare la Torah nelle scuole talmudiche, o yeshivas. Nel 1977, il governo del Likud guidato da Menachem Begin eliminò il limite di 400 studenti che potevano beneficiare dell'eccezione, sollevando decine di migliaia di giovani Heredi dal servizio militare.
Sulla base del concetto di Torato Umanuto, o "lo studio della Torah è la sua occupazione", gli studenti delle yeshiva sono liberi da ogni obbligo e ricevono un'indennità dallo Stato per dedicarsi esclusivamente allo studio della Torah.
Ma questo accordo è stato stabilito nei primi anni dopo la fondazione dello Stato di Israele ed è avvenuto nel contesto dell'eliminazione delle yeshivas durante l'Olocausto. Oggi molti considerano le yeshivas come un peso per la collettività e non sono più favorevoli al loro finanziamento, dal momento che non fanno il servizio militare. Questo ha creato sfiducia, e persino odio, nei confronti della comunità ultraortodossa in Israele.
Correnti ultraortodosse La società Haredim mantiene uno stile di vita distinto dal resto della popolazione israeliana e, poiché la maggior parte degli uomini passa il tempo a studiare la Torah invece di lavorare, molte famiglie ultraortodosse sono definite povere.
In Israele ci sono circa 1,28 milioni di ebrei ultraortodossi, che rappresentano circa il 13% dei 9,45 milioni di abitanti del Paese. Secondo le previsioni dell'Ufficio centrale di statistica (CBS), tra 50 anni costituiranno circa un terzo della popolazione israeliana.
Tra gli ultraortodossi si distinguono tre gruppi principali: i lituani, i hassidim e i sefarditi haredim, che dal 1984 sono rappresentati dal partito Shas.
I lituani consacrano solo lo studio della Torah, lo praticano tutto il giorno e non lavorano per vivere.
Gli hassidim santificano il valore della preghiera, della santità e del misticismo. In genere si ritirano dal mondo esterno e adottano un abbigliamento tradizionale, ma a differenza dei lituani, la maggior parte di loro lavora per vivere.
Betzalel Stauber, che dirige i programmi governativi di formazione per il pubblico Haredi, respinge l'idea che gli ebrei ultraortodossi vogliano trasformare Israele in uno Stato halachico. "Chiedono che non venga loro impedito di condurre la propria vita secondo la Torah", ha detto Stauber, che è ortodosso lituano. Per alcuni, invece, la preoccupazione proviene da un'altra corrente di ebrei ultraortodossi, i sionisti religiosi, noti come Hardalim - cioè Haredim con una visione nazionalista.
I sionisti religiosi Tra gli Hardalim ci sono molti che vivono negli insediamenti illegali della Cisgiordania occupata. Molti di loro sono adolescenti coinvolti nella Hilltop Youth (Giovani delle Colline), un gruppo estremista religioso-nazionalista di coloni attivo negli attacchi contro i palestinesi e nella creazione di insediamenti in terra palestinese. Sono sostenuti da partiti sionisti religiosi, tra cui Otzma Yehudit, guidato dal ministro della Sicurezza nazionale di estrema destra Itamar Ben Gvir, e il partito Noam.
Mentre Otzma Yehudit, o Potere ebraico, si concentra sulla lotta contro i palestinesi già sotto il dominio israeliano, il partito Noam si concentra sulla lotta contro il femminismo, il liberalismo, le persone LGBTQ+ e la mescolanza tra uomini e donne.
Tradizionalmente, i leader ultraortodossi si opponevano alle espressioni di nazionalismo, compresa la formazione di insediamenti. Ma con l'emergere del movimento sionista religioso, questa situazione è cambiata rapidamente. Oggi, il pubblico ultraortodosso esprime un ampio sostegno agli insediamenti, soprattutto grazie all’azione dei gruppi sionisti religiosi. Tra i leader di questo cambiamento c'è il rabbino di origine statunitense Yitzchak Ginsburgh, una figura influente nota per aver elogiato l'autore del massacro del 1994 nella moschea di Abramo e Hebron in cui uccise 29 fedeli palestinesi, e per aver approvato un libro che delinea i "contesti legali" in cui gli ebrei possono uccidere i non ebrei. Ginsburgh vede lo Stato ebraico come uno strumento per realizzare la missione centrale del popolo ebraico: stabilirsi nella terra d'Israele e stabilire la regola della Halakha (=l'insieme delle leggi e delle ordinanze che si sono sviluppate fin dai tempi biblici per regolare le osservanze religiose e la vita e la condotta quotidiana del popolo ebraico, NdR)
È questa corrente nell’ambiente ultraortodosso che preoccupa molti nella maggioranza laica, soprattutto nel momento in cui i partiti sionisti religiosi giocano un ruolo centrale nella definizione delle politiche governative. Bezalel Smotrich, leader del più grande partito sionista religioso e ministro delle Finanze, in passato aveva dichiarato pubblicamente il desiderio di passare a uno Stato religioso. "Le leggi della Torah sono di gran lunga superiori al cosidetto 'Stato halachico' fondato qui da Aharon Barak", ha detto nel 2019, riferendosi al controverso ex capo della Corte Suprema, spesso oggetto delle ire della destra.
"Naturalmente nel lungo periodo voglio che lo Stato di Israele si comporti secondo le leggi della Torah. Questo accadrà quando la nazione lo vorrà, e sono fiducioso che lo vorrà quando vedrà che la legge della Torah è giusta e umana".
Traduzione a cura di Claudio Lombardi, Associazione di Amicizia Italo-Palestinese
Vedi anche: Come la Bibbia e stata usata per colonizzare la Palestina, https://www.assopacepalestina.org/2023/08/19/come-la-bibbia-e-stata-usata-per-colonizzare-la-palestina/
Mitri Raheb, pastore palestinese arabo e cristiano, ha servito per trent’anni la Christmas Lutheran Church di Betlemme. È fondatore e presidente dell’Università Dar al-Kalima di Betlemme e membro fondatore di Kairos Palestine – il più ampio movimento cristiano in Palestina. Il suo ultimo libro, Decolonizzare la Palestina: The Land, the People, the Bible (Orbis Books), è un esame scritto per tutti coloro che cercano di capire le radici religiose del colonialismo d’insediamento e capire come i sionisti – ebrei e cristiani – usino una presunta rivendicazione della terra di Palestina per promuovere i propri programmi.