https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/11/21/gaza-mandato-di-arresto-della-corte-penale-internazionale-per-netanyahu-e-il-ministro-gallant/7776097/
La Camera preliminare I della Corte penale internazionale ha emesso mandati di arresto per il premier israeliano Benjamin Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant nell’ambito della guerra a Gaza. Mandato di arresto anche per il leader di Hamas Mohammed Diab Ibrahim Al-Masri (che Israele ritiene di aver ucciso in un bombardamento sulla Striscia lo scorso luglio). La Corte spiega che, dopo ulteriori richieste di informazioni a Israele e Palestina, la Camera preliminare “non è in grado di stabilire se Deif sia stato ucciso e sia ancora in vita”.

I mandati sono stati emessi “per crimini contro l’umanità e crimini di guerra (in particolare, "il crimine di guerra della fame come metodo di guerra" , della persecuzione e di altri atti inumani"-ndr) commessi almeno dall’8 ottobre 2023 fino ad almeno il 20 maggio 2024, giorno in cui la Procura ha depositato le domande di mandato di arresto”, riferisce una nota parlando di “un attacco diffuso e sistematico contro la popolazione civile di Gaza”. La Corte ha pure affermato che non è necessario che Israele accetti la giurisdizione della corte per emanare il mandato. I 124 paesi che riconoscono la Corte, tra cui l’Italia, sono obbligati a dare attuazione alle sue decisioni, nei loro rispettivi territori.
“L’accusa, prosegue la nota della Corte, continua a indagare sui crimini nel conflitto in corso e prevede che verranno presentate ulteriori domande di mandato d’arresto”. Karim Khan, il procuratore capo della corte, aveva richiesto i mandati di arresto lo scorso maggio. “Faccio appello a tutti gli Stati Parte” della Corte penale internazionale “affinché rispettino il loro impegno nei confronti dello Statuto di Roma ottemperando ai mandati di arresto. Contiamo sulla loro cooperazione in questa situazione”, ha detto Khan.
Un rapporto dell’Onu diffuso la settimana scorsa ha affermato che i metodi di guerra utilizzati da Israele nella Striscia di Gaza “corrispondono alle caratteristiche di un genocidio”. Il rapporto di 154 pagine evidenzia le “massicce vittime civili e le condizioni imposte ai palestinesi che mettono intenzionalmente a rischio la loro vita“. Stando ai dati ufficiali le vittime a Gaza sono state sinora quasi 44mila. Un altro studio Onu ha recentemente messo in luce come 7 persone su 10 uccise a Gaza siano donne o bambini.
“La decisione antisemita della Corte penale internazionale equivale al moderno processo Dreyfus, e finirà così. Israele respinge con disgusto le azioni e le accuse assurde e false contro di lui da parte della Corte Penale Internazionale, che è un organismo politico parziale e discriminatorio”, dichiara una nota dell’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu. Secondo il presidente israeliano Isaac Herzog “Questo è un giorno buio per la giustizia. Un giorno buio per l’umanità”. Secondo Tel Aviv, infine, la decisione è stata presa da un pm “corrotto”.
“È un passo importante verso la giustizia e può portare a un risarcimento per le vittime in generale, ma rimane limitato e simbolico se non è sostenuto con ogni mezzo da tutti i Paesi del mondo”, afferma in una dichiarazione Bassem Naim, membro dell’ufficio politico di Hamas.