Nena News
21.09.2012
http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=35286&typeb=0&Loid=200&ACAA-La-UE-perdona-Israele
ACAA, La UE "perdona" Israele
Approvato l'accordo commerciale che garantirà a società israeliane l'ingresso preferenziale nel mercato europeo. Bruxelles dimentica così le violazioni di Tel Aviv.
Emma Mancini
Roma, 21 settembre 2011, Nena News - L'Unione Europea si contraddice. Dopo aver per tre anni congelato la promozione ad una categoria superiore dei rapporti commerciali con Israele, martedì ha approvato un nuovo accordo nel settore farmaceutico volto a permettere l'ingresso di società israeliane nel mercato europeo.
Roma, 21 settembre 2011, Nena News - L'Unione Europea si contraddice. Dopo aver per tre anni congelato la promozione ad una categoria superiore dei rapporti commerciali con Israele, martedì ha approvato un nuovo accordo nel settore farmaceutico volto a permettere l'ingresso di società israeliane nel mercato europeo.

Un ingresso in grande stile, contro il quale a protestare è stata solo la compagine socialista: il gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo ha votato contro l'accordo, affermando che "i prodotti provenienti dai Territori Occupati non possono essere considerati 'legali' e quindi parte di un simile accordo commerciale".
Bilancio finale di quindici voti a favore, tredici contro e due astenuti nella votazione di martedì scorso al Protocollo sulla Valutazione della Conformità e l'Accettazione di Prodotti Industriali. In breve, ACAA. Ad approvare il nuovo accordo commerciale tra UE e Israele è stata la Commissione per il Commercio Internazionale del Parlamento Europeo.
Immediata la mobilitazione di associazioni europee per i diritti umani e della campagna globale del BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni) per fermare l'implementazione definitiva dell'accordo. Con il voto di martedì, infatti, la Commissione ha dato il via libera al voto finale che spetta al Parlamento in seduta plenaria e che si terrà a novembre.
Ma cosa prevede l'ACAA?
Il protocollo permetterà ai prodotti industriali di muoversi tra i mercati europeo e israeliano senza ulteriori test di conformità e valutazioni di qualità. Per ora, il voto della Commissione ha riguardato solo i prodotti farmaceutici, ma in futuro si provvederà ad allargarne il campo d'azione a cosmetici e giocattoli. Insomma, via libera ai prodotti israeliani nel mercato unico europeo, una ghiotta occasione per fare business.
La Commissione per il Commercio Internazionale ha espressamente sottolineato che una simile decisione non modifica in alcun modo il livello dei rapporti commerciali tra Unione Europea e Tel Aviv. Ma molti osservatori non possono che dissentire: nel giugno 2009, l'Unione Europea aveva stabilito il congelamento di qualsiasi modifica dei rapporti economici con Israele, fino a quando Tel Aviv non avesse fermato la politica colonizzatrice nei Territori Occupati Palestinesi e non avesse finalmente rispettato i propri obblighi di fronte al diritto internazionale.
Nulla è cambiato dal giugno 2009, quando l'Unione Europea decise di interrompere i negoziati sull'accordo ACAA a seguito dell'Operazione Piombo Fuso: la colonizzazione selvaggia prosegue, i diritti dei prigionieri politici palestinesi vengono quotidianamente negati, l'occupazione militare della Cisgiordania nega al popolo palestinese l'utilizzo delle proprie terre e delle proprie risorse naturali, la Striscia di Gaza è ancora sotto embargo e Gerusalemme è teatro delle discriminazioni contro i cittadini di etnia diversa da quella ebraica.
Tuttavia il Parlamento Europeo ha pensato bene di garantire ad Israele, per l'ennesima volta, un'impunità inaccettabile che è lo specchio della politica imperialista occidentale. Soprattutto se si tiene conto della definizione che Israele dà di se stesso: l'accordo ACAA si applica agli Stati membri dell'Unione Europea e allo "Stato di Israele" che, in violazione del diritto internazionale, auto-include nel proprio territorio le colonie costruite nei Territori Palestinesi Occupati.
Inoltre, come sottolineato dall'organizzazione Euro-Mediterranean Huma Rights Network e dalla Coalizione delle Donne per la Pace in Israele, il settore farmaceutico israeliano è profondamente coinvolto nell'occupazione militare perché nel tempo ha assunto il controllo totale del sistema sanitario palestinese, impedendone uno sviluppo adeguato e bloccando la nascita di un'industria farmaceutica palestinese. Un esempio: il Ministero della Salute israeliano permette l'ingresso nei Territori Occupati solo di medicinali prodotti in Israele, impedendo l'importazione di prodotti farmaceutici a basso costo provenienti dai Paesi arabi o dal resto del mondo.
In definitiva, l'Unione Europea - nonostante i tentativi di criticare le politiche israeliane - è diventata nella realtà dei fatti il maggiore importatore in Israele (per un valore totale pari a 16,8 miliardi di euro) e il secondo maggior mercato per le esportazioni israeliane.