15/8/16
Il 13 agosto giovani ebrei di 15 città e di cinque paesi hanno organizzato proteste di fronte alle istituzioni ebraiche e alle ambasciate israeliane per le demolizioni in programma nei quattro villaggi arabi nel Negev e della West Bank. Gli eventi sono stati tenuti a Gerusalemme, New York, Londra, Melbourne, Pittsburgh, Chicago, la Bay Area, North Texas, Ithaca, Tuscon, DC, Cleveland, Israele e nel villaggio cisgiordano di Susiya.
Gli organizzatori hanno esortato giovani ebrei di tutto il mondo a opporsi alle demolizioni:
“Come ebrei affermiamo con forza che lo spostamento forzato, la dislocazione e la demolizione non rappresentano i nostri valori. Queste demolizioni costituiscono una costante politica di discriminazione. Come membri di persone che hanno sperimentato l’espulsione, la persecuzione e l’espropriazione, siamo con tutte le comunità palestinesi. Gli abitanti di questi villaggi ci hanno chiesto di mobilitare le nostre comunità per sostenerli.”
Le demolizioni sono state programmate ad Al Araqib per costruire una futura foresta JNF, Umm El-Hiran per fare spazio a una nuova città ebraica, a Susiya e a Um Il-Khier. A Susiya un residente ha detto ai partecipanti, “Qui ho dato alla luce i miei figli qui e voglio solo vivere una vita normale.”
B’Tselem ha emesso un comunicato all’inizio della settimana:
L’ondata di demolizioni in Cisgiordania continua a pieno ritmo: nel mese di agosto 2016 l’Amministrazione Civile israeliana ha demolito 20 case e 13 altre strutture in tutta la Cisgiordania, lasciando 53 persone – tra cui 25 minori – senza fissa dimora. In totale Israele ha demolito almeno 188 case palestinesi in Cisgiordania.
Nei giorni scorsi le organizzazioni ebraiche liberali sono state coinvolte e hanno emesso comunicati di protesta inviandoli al Ministro della Difesa Avigdor Lieberman, al segretario di Stato John Kerry.