In undici punti la crescita di BDS malgrado la repressione Israeliana

da: Comitato Nazionale BDS di Palestina, 22 Luglio 2016

https://bdsmovement.net/news/eleven-signs-bds-continues-grow-despite-israel%E2%80%99s-war-repression

1. La campagna #Diritto al Boicottaggio (23mila firme)ottiene l’appoggio da grandi organizzazioni e governi

Al contrario dei cedimenti di US, Francia, US e Canada alle pressioni esercitate da Israele, grandi organizzazioni ed anche governi riconoscono legittima la campagna BDS: rappresentanti del governo Svedese, Olandese e Irlandese hanno pubblicamente difeso il diritto al boicottaggio, così come Amnesty International, International Federation for Human Rights (FIDH) ed American Civil Liberties Union. Così come altri della grande stampa, il Los Angeles Times ha pubblicato l’editoriale “Il boicottaggio di Israele è una forma tutelata di libertà di espressione”

2. Successi contro G4S che realizza prigioni in Israele e checkpoints in Palestina

La campagna ha prodotto per G4S la perdita di contratti con 3 imprese in Giordania, con un grande distributore in Colombia ed al disinvestimento da parte di un fondo governativo in Kuwait. Ciò fa seguito ad fatti similari nello scorso anno svolti da altri: dalla Fondazione Bill e Melinda gates all’Unione delle Chiese Metodiste. La campagna contro G4S ‘ attiva in oltre 12 nazioni. L'Università di Helsinki in Finlandia ha cancellato il suo contratto di sicurezza con G4S per il suo ruolo nel sistema carcerario israeliano.

3. La campagna verso le imprese complici

In gennaio il colosso delle telecom francese ORANGE ha cessato il suo accordo con Partner Communications a seguito della campagna in Francia ed Egitto contro il supporto di Partner all’occupazone israeliana.

Nello stesso mese l’irlandese CRH ha venduto la sua collegata israeliana Nesher Cement che rifornisce di cemento colonie illegali e la costruzione del Muro.

Reebok ha annullato la produzione di una scarpa che celebrava il “Giorno dell’Indipendenza “ di Israele.

In aprile lo stato brasiliano di Bahia ha cessato la sua collaborazione con la compagnia di stato israeliana Mekorot che ruba l’acqua ai palestinesi

4. Amministrazioni locali per il BDS e “Zone Libere dall’Apartheid israeliano”

In Spagna oltre 50 amministrazioni locali si sono dichiarate “Zone Libere dall’Apartheid israeliano”. In Francia il municipio di Bondy (Parigi) ha votato di “non acquistare più prodotti dalle colonie israeliane” e ha approvato il boicottaggioo come mezzo legittimo.

In UK l’alta Corte ha emesso una sentenza in favore delle amministrazioni locali che sostengono il boicottaggio, difendendo il loro diritto a fronte di una causa che era stata presentata dalla lobby sionista.

5. Grandi chiese USA disinvestono dalle imprese complici

E’ crescente il numero di chiese USA che sostengono diritti umani e libertà dei Palestinesi, tra le quali Chiesa Metodista Unita, Chiesa Presbiteriana, Chiesa Unita di Cristo, Quaccheri, Mennoniti, Universalisti Unitari, Alleanza dei Battisti, Conferenza Cattolica dei Major Superiors of Men, Evangelical Lutheran Church in America (ELCA), una delle tre chiese luterane USA, che richiama il governo USA a cessare ogni aiuto finanziario e militare ad Israele fino a che Israele “non si adegui agli standard internazionali per i diritti umani” e cessi la costruzione di insediamenti nella Palestina occupata. Attualmente gli USA danno oltre 3$ miliardi a Israele in aiuti militari, senza i quali Israele non potrebbe mantenere l’occupazione della Palestina che dura da 50 anni.

La Chiesa Presbiteriana, a seguito del suo voto nel 2014, chiede all’impresa edile RE/MAX di smettere l’attività di vendita di case negli insediamenti illegali e indicendo uno “studio di preghiera” sull’appello palestinese al BDS. L’Unione delle Chiese Metodiste in gennaio ha annunciato il disinvestimento dalle banche israeliane che finanziano l’occupazione.

L’Alleanza dei Battisti ha annunciato in aprile il disinvestimento nelle imprese complici nell’occupazione mentre il cattolico Major Superiors of Men in marzo ha deciso il sostegno al boicottaggio.

6. Sostegno in crescita dal mondo accademico e studentesco

Sono ad oggi già oltre 10 le università USA dove gli organismi di governo studenteschi hanno votato il sostegno a BDS

In UK si sono espressi a favore del BDS gli studenti del University College London e della Università di Edinburgo, mentre il Sindacato Nazionale degli Studenti Neri ha riaffermato il sostegno a BDS contro i tentativi di Israele e del governo inglese di reprimerlo.

Crescita anche in America Latina: sostegno al BDS da oltre 200 accademici brasiliani e dagli studenti dell’Università del Cileet

7. Quest’anno la 12a settimana sull’Apartheid israeliano è stata la più intensa

Si è svolta il oltre 225 città e campus universitari, con crescente partecipazione in America Latina e nel mondo Arabo.

8. Partiti ed associazioni politiche sostengono il diritto al BDS

In Olanda in Aprile due partiti , D66 and the Green Left party, hanno chiesto sanzioni contro Israele.

In luglio l’Internazionale Socialista, Socialist International (SI), ha dichiarato il riconoscimento, la legittimità e l’efficacia del BDS. SI raggruppa oltre 150 partiti ed associazioni politiche in tutto il mondo

9. I maggiori sindacati sostengono BDS

Alcuni dei maggiori sindacati del Regno Unito ha recentemente sostenuto la campagna STOP G4S invitando la società a risolvere il suo ruolo in Israele di carceri, posti di blocco e militari. Nel mese di maggio, la Federazione uruguaiano di lavoratori di servizi e del commercio (Fuecys) ha chiesto il boicottaggio dei prodotti israeliani e alle aziende uruguayane di rompere i loro legami con il regime di apartheid di Israele.

10. Creazione di una banca dati ONU delle aziende che favoriscono l'occupazione israeliana

Il 24 marzo, il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite ha deciso di creare un database delle imprese le cui attività contribuiscono allo sviluppo degli insediamenti illegali di Israele nei Territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est.

11. Il movimento BDS è sempre più convincente e ben collegato in rete

Guardando la crescita e la forza del nostro movimento che entra nel suo dodicesimo anno, vediamo come il movimento palestinese BDS sta costruendo nuovi legami e relazioni in tutto il mondo con lotte su aspetti razziali, di genere, economici, di giustizia sociale e climatica.

C'è una crescente consapevolezza che la lotta per i diritti dei palestinesi è parte della lotta globale più ampia per un mondo basato sulla libertà, la giustizia, la parità di diritti e di pace globale per tutti.

Relazione del pastore Khader Kalilia di Evangelical Lutheran Church in America (ELCA)

trad e sintesi di Claudio Lombardi