Emran Feroz(*), The Electronic Intifada, 28 Dicembre 2016
https://electronicintifada.net/content/palestine-documentary-stirs-controversy-germany/19016
Manifestazione, attacco da parte dell’esercito, coloni che incoraggiano la violenza e si fregano le mani, protetti dai soldati. E’ solo una delle scene filmate a Nabi Saleh, piccolo villaggio della Palestina occupata, nel filmato “Anche se la mia terra brucia” (Even Though My Land is Burning), documentario del regista israeliano Dror Dayan.
Il film illustra la vita nei villaggi palestinesi sotto occupazione, di come Ebrei anti sionisti appoggiano la loro resistenza e come funziona la resistenza non violenta organizzata a Nabi Saleh, uno dei tanti luoghi in cui la resistenza si manifesta in forme non violente.
Il documentario di Dayan non ignora la realtà di sangue a Nabi Saleh: uno dei giovani filmati da un certo momento in poi non compare più: solo successivamente si sa che è stato ucciso dai militari israeliani.
Il regista Dayan, nato in Israele da cui è venuto via 11 anni fa, vive ora a Berlino. Essendo di nonni ebrei tedeschi costretti a fuggire dalla Germania nazista, ha ottenuto con facilità la cittadinanza tedesca.
Il suo film non ha tuttavia vita facile in Germania. La spinta a fare quel film gli è venuta in parte dal fatto che in Germania la lotta dei Palestinesi e l’antisionismo sono visti negativamente anche in ambienti di sinistra, in particolare da parte di Antideutsche, un movimento che si dice della sinistra tedesca ma che è neoconservatore e di un filosionismo estremo. Con accuse di antisemitismo al film, una manifestazione si è svolta davanti al cinema dove veniva proiettato, con minacce ed avvertimenti alla reputazione della sala che lo ospitava che sarebbe stata considerata luogo antisemita.
Dice Dayan: “E’ ridicolo, questa gente si proclama di sinistra usando slogan del tipo: antifascismo significa solidarietà con Israele”
Nel suo film Dayan si spende per la soluzione dello stato unico democratico e paritario in quanto sola via per offrire una soluzione di giustizia. Per molti tedeschi, dice Dayan, la soluzione dello stato unico è inconcepibile in quanto contraddice l’idea colonialista dello stato degli Ebrei.”
(*)Emran Feroz, giornalista Austro-Afghano, attualmente in Germania.
(trad. e sintesi di Claudio Lombardi)