Israele contro chi dissente e contro una Germania non abbastanza condiscendente

 da: Michele Giorgio GERUSALEMME,27.04.2017  https://ilmanifesto.it/Crisponde-ma-netanyahu-non-torna-indietro/

Michele Giorgio GERUSALEMME,27.04.2017

L’alleanza e i rapporti diplomatici strettissimi tra la Germania e Israele (1) non hanno impedito ad Angela Merkel di difendere un diritto che il suo Paese ritiene di avere: quello di ascoltare voci diverse su di un conflitto, quello israelo-palestinese, con il quale il Medio Oriente e il resto del mondo fanno i conti da decenni. Ieri la cancelliera ha espresso rammarico per la cancellazione, due giorni fa, del colloquio con il ministro degli esteri Sigmar Gabriel decisa dal premier Netanyahu in reazione alla decisione del capo della diplomazia tedesca di incontrare i rappresentanti di ONG(2) israeliane che condannano l’occupazione militare dei territori palestinesi.

Martedì sera a Herzliya, dopo l’incontro con il ministro degli esteri tedesco Gabriel, hanno diffuso un comunicato congiunto. «La società civile – scrivono Breaking the silence, B’Tselem e Peace Now – non accetta ordini nè intende piegarsi alle pressioni. Ci opporremo alle ingiustizie dell’occupazione fino a che questa diventerà una cosa del passato».

Le polemiche tra Israele e la Germania, di fatto sul riconoscimento come interlocutori legittimi dei rappresentanti delle ong non allineate alle posizioni del governo Netanyahu, sono esplose proprio nei giorni in cui nei Territori occupati si vivono fasi di forte intensità politica conseguenti al digiuno che attuano nelle carceri israeliane oltre 1500 prigionieri palestinesi, guidati dal leader di Fatah Marwan Barghouti, per ottenere migliori condizioni di vita. La protesta è giunta al decimo giorno e nelle strade delle città della Cisgiordania si moltiplicano raduni e manifestazioni a suo sostegno.

(1) Addirittura, recentemente la federcalcio tedesca ha annullato la partnership con la federcalcio Palestinese dopo che la sionista Palestinian Media Watch (PMW) aveva denunciato il suo presidente come filo-terrorista, termine dei sionisti per indicare chi appoggia la Resistenza contro l'occupazione ( https://972mag.com/netanyahu-looks-like-a-bully-but-he-doesnt-care/126884/

2) Le ONG in questione sono Breaking the Silence(Rompere il Silenzio), che è composta da reduci che documentano gli abusi commessi dall'esercito e B’Tselem, che documenta violazioni dei diritti umani e che aveva reso noto il caso Azaria (il soldato che uccise a sangue freddo un Palestinese ferito e terra)Netanyahu e i suoi ministri descrivono queste organizzazioni come traditori appartenenti ad una élite Ashkenazi, traditori che preferiscono cercare favori presso i loro protettori europei (leggi:anti-Israeliani) piuttosto che voler essere patriottici cittadini di Israele. Nethanyau e il ministro della cultura Naftali Bennet, (che si vanta di aver personalmente assassinato quantità di Arabi, NdR), se la sono presa in particolare con Breaking the silence accusata di indicare soldati Israeliani come criminali di guerra (cosa scandalosa in un paese come Israele dove il servizio militare è obbligatorio e dove la narrativa nazionale per l’esercito è quella di guerrieri-eroi, NdR). La ministra degli esteri Tzipi Hotovely dal canto suo ha detto: “Io sostengo la decisione del Primo Ministro di tracciare una linea rossa nei confronti di organizzazioni anti-Israeliane come B’Tselem and Breaking the Silence. Questo è un passo importante contro coloro che vanno in giro per il mondo a diffamare Israele.”  https://unitedwithisrael.org/netanyahu-to-german-fm-meet-me-or-extreme-left-ngos/?

 

Israele sta ora anche accusando la Germania di permettersi di essere tra i promotori della  mozione UNESCO in cu si nega la sovranità di Israele su Gerusalemme (su cui Alfano ha votato contro, NdR)), riporta il sito sionista world israel news  https://worldisraelnews.com/israel-bashes-germany-for-promoting-unesco-resolution/

 

Manifestazioni nella Palestina occupata a sostegno dei 1300 prigionieri politici  in sciopero della fame