Un team USA-Israele per ostacolare l’indagine ICC sui crimini di guerra israeliani

da Maureen Clare Murphy 14 April 2020, The Electronic Intifada https://electronicintifada.net/content/us-and-israel-team-thwart-war-crimes-probes/29906

Le minacce del Segretario di Stato USA Pompeo di sanzionare due addetti che lavorano per il pubblico ministero della Corte Criminale Internazionale e le loro famiglie può essere l’apertura di un nuovo atto di guerra USA-Israele contro l’organismo dell’Aja.

USA ed Israele stanno entrambe affrontando l’imbarazzante spettro di una indagine sui crimini di guerra, una sfida senza precedenti alla loro impunità. Come risposta essi mirano a depotenziare la Corte Internazionale sui Crimini (ICC) impedendole preventivamente di esercitare la propria giurisdizione in paesi che non sono Stati firmatari dello Statuto di Roma, quello fondato la Corte. Se USA ed Israele dovessero riuscirci, sarebbe un duro colpo alla indipendenza della Corte ed al suo mandato di costituire una risorsa contro i peggiori abusi sui diritti umani nel mondo.

USA ed Israele  si appoggiano molto sul fatto che la Corte non ha una giurisdizione universale – il che significa che non tutti possono esservi trascinati in giudizio, ed in particolare quelli che non hanno firmato lo Statuto. USA ed Israele non fanno parte dei 123 Stati membri della ICC. Tuttavia lo Statuto di Roma consente il giudizio su Stati per crimini commessi in territori dove la Corte ha giurisdizione.

L’Afghanistan, dove il procuratore ha richiesto una indagine sui crimini di guerra che potrebbe portare alla incriminazione di ufficiali USA ha aderito allo Statuto di Roma nel 2003.  Lo Stato di Palestina aderì allo Statuto di Roma nel gennaio 2015, accettando il giudizio della Corte sui crimini dichiarati nella Cisgiordania e a Gaza. Ma lo Stato di Palestina non può esercitare la sovranità su quei territori in quanto occupati militarmente da Israele. Israele rifiuta dunque la giurisdizione della Corte su quei territori.

Sfida alla giurisdizione della ICC   Fatou Bensouda, procuratore generale della ICC ha richiesto un comitato di giudici sulla materia come precondizione alla apertura dell’indagine.

La validità della giurisdizione della ICC su territori non-stati sovrani era stata rifiutata dagli USA nei negoziati ancora precedenti il varo dello Statuto nel 1998. Israele poi votò contro in quanto lo Statuto comprendeva il trasferimento di popolazioni entro territori occupati tra i “crimini di guerra più efferati e gravi”.

Il senatore USA Ted Cruz, texano, nel 2016 candidato repubblicano alla presidenza USA, ha lavorato alacremente a sostenere una risoluzione ONU che sbarri la strada ad ICC per occuparsi di situazioni in Stati che non aderiscono allo Statuto. Cruz ha presentato al sua strategia in un convegno dell’AIPAC (potente lobby sionista USA) dicendo che si attendeva che Russia e Cina, anch’esse non firmatarie dello Statuto di Roma, sostenessero le sue posizioni. I media israeliani hanno riferito di una delegazione israeliana recatasi negli USA agli inizi di marzo per concordare la campagna per far fuori la ICC.

I sostenitori di Israele    Israele ha già mobilitato i suoi alleati per opporsi alla giurisdizione ICC nella Cigiordania occupata e Gaza. Questi sono Australia, Brasile, Ungheria, Austria,Germania, Repubblica Ceca, Uganda, Canada. Quest’ultimo ha inviato una lettera all’ICC ribadendo che esso non riconosce lo Stato di Palestina. Nella lettera si fa menzione ai finanziamenti che la ICC riceve dal Canada, cosa che secondo Amnesty International “appare come una minaccia a ritirare il sostegno finanziario”.

L’Organizzazione per la Cooperazione Islamica, fondata nel 1969 e che comprende 57 Stati e la Lega Araba, che comprende 22 Stati sostengono la giurisdizione di ICC su West Bank e Gaza, così come diversi gruppi per i diritti umani

Confini “contesi”?   Un secondo argomento sostenuto dagli oppositori della giurisdizione della Corte è che i confini della Palestina occupata sono “contesi” e che il conflitto può essere risolto solo con un processo politico e non attraverso la ICC.

Giudizio rimandato   La decisione di tenere una sessione preiminare per giudicare le competenze in materia viene fortemente criticata dalle vittime palestinesi di Gaza e Cisgiordania, così come da parte dei gruppi per i diritti umani che affermano trattarsi di una mossa inutile che non fa altro che ritardare il giudizio

.Eredità coloniale   Nel presentare l’istanza alla Corte, quattro gruppi palestinesi per i diritti umani hanno sottolineatoche “la Palestina esisteva come Stato prima del mandato britannico. La piena sovranità della Palestina sui territori della Palestina mandataria fu sospesa come risultato della occupazione militare iniziata con l’occupazione britannica.” La Palestina era sta trattata come una nazione indipendente nel trattato di Versailles del 1919 a seguito del disfacimento dell’impero ottomano.

Fatou Bensuda, gambiana, presidente ICC

Traduzione e sintesi di Claudio Lombardi per Associazione di Amicizia Italo-Palestinese