Contro i programmi Anti-Defamation League nelle scuole americane

La Lega Anti-Diffamazione sostiene sia di lottare per la giustizia sia di difendere lo Stato di Israele. Questi obiettivi si escludono a vicenda?

Da : Kathryn Shihadah – 1 dicembre 2020  https://www.invictapalestina.org/archives/41051

La Lega Anti-Diffamazione (ADL) vuole educare i nostri figli a trattare tutte le persone allo stesso modo e con rispetto. Salvo quando si tratta di palestinesi, preferendo invece mettere a tacere le loro richieste di giustizia e chiudere un occhio sulle violazioni dei diritti umani commesse da Israele. Un’organizzazione aggressiva e razzista non dovrebbe essere presente nelle nostre scuole.

La Lega Anti-Diffamazione è un’autoproclamata “autorità mondiale nell’educazione anti-pregiudizi” e “un’accanita sostenitrice delle comunità vulnerabili di ogni tipo”. L’organizzazione afferma di essere “considerata come dotata di indiscussa credibilità”.Definendosi una Sentinella Internazionale, questa istituzione privata si è infiltrata nelle scuole, nelle comunità e nei vari livelli di governo. Attraverso i suoi programmi di formazione, alcuni offerti gratuitamente, ha influenzato oltre un milione di giovani e adulti.

L’ADL, in collaborazione con Everfi (1), ha pubblicato in questo mese il suo nuovo programma scolastico: Costruire Programmi per Navigare tra Antisemitismo e Odio (Building Insights to Navigate Antisemitism and Hate – BINAH). Il suo obiettivo è formare gli studenti a “identificarsi come cittadini del mondo nel rispetto di tutte le persone”. Ma prima di affidare i cuori e le menti dei nostri figli ad altri programmi dell’ADL, vale la pena indagare sull’organizzazione che peraltro non rende conto a nessuno.

La Lega Anti-diffamazione pratica quello che predica?  L’ADL cita come principio guida quelli che chiama i “valori ebraici” di rispetto, collaborazione, inclusione, integrità, credibilità, responsabilità (valori non esclusivi degli ebrei, ma sposati dalla maggior parte dei gruppi religiosi e non religiosi).

In particolare, molti ebrei (così come i non ebrei) considerano i valori proclamati come incompatibili con l’ambizione meno proclamata dell’ADL: sostenere e difendere lo stato di Israele ad ogni costo.

Nei suoi sforzi per proteggere Israele dalle critiche, nonostante la lunga storia di violazioni dei diritti umani e razzismo di quel paese, l’ADL ha ordito contro vari movimenti i cui sforzi erano effettivamente allineati con la missione proclamata dell’ADL di portare  giustizia e uguaglianza a tutti.

Le Statistiche di ADL sull’antisemitismo    La Lega Anti-diffamazione controlla l’attività nei campus universitari, nelle comunità, nei mezzi d’informazione e in rete, riferendo regolarmente su ciò che chiama “incitamento all’odio antisemita” e “episodi antisemiti”.

Mentre il vero antisemitismo, come tutti i fanatismi, è un vero pericolo, è difficile sapere con certezza quanto di ciò che l’ADL riporta sia vero antisemitismo e quanto sia semplicemente la demonizzazione degli sforzi per ottenere giustizia per i palestinesi e altri popoli, incluso il personale della marina USA ucciso da Israele nella vicenda della Liberty.  L’ADL si oppone alle critiche dell’attacco israeliano del 1967 alla USS Liberty, un attacco spietato che uccise 34 marinai americani e ferito oltre 170, (per far ricadere la colpa sull'Egitto, NdR). Travisa i fatti, condanna i membri dell’equipaggio che fornirono  testimonianze dirette dell’attacco come “teorici della cospirazione” e si schiera dalla parte dei loro aggressori.

L’ADL ha ammesso apertamente di includere quelli che considera eventi “anti-israeliani” come parte della sua statistica dell”antisemitismo” e lavora instancabilmente per chiudere e persino legiferare contro tali eventi nei campus universitari, anche se riconosce che le sue azioni possono essere incostituzionali. 

L’ADL dichiara che la parola “sionista” (sostenitore della creazione di uno stato ebraico in Palestina) è “spesso usata come parola in codice antisemita per “ebreo”. In realtà, tuttavia, il sionismo è l’ideologia fondante ufficiale di Israele. L’accusa dell’ADL insinua che l’antisemitismo si cela dietro gran parte delle critiche alle politiche israeliane, gonfiando nuovamente il numero di episodi “antisemiti”.  Infatti ADL cataloga molti discorsi legittimi sul sionismo, ad esempio, il dibattito sulla sua sistematica pulizia etnica della popolazione nativa palestinese, come “espressione di odio antisemita”.

La Liberty bombardata  dagli israeliani nel 1967 per dare la colpa all'Egitto

L’apparenza inganna

In un articolo del 2019 intitolato “L’ADL non è quello che sembra”, la Boston Review ha sottolineato che i rapporti dell’ADL sugli episodi antisemiti mancano di trasparenza e, a volte, sono assai di parte, ma sono ampiamente accettati a priori come “la misura in cui gli Stati Uniti si impegnino nel rispettare i propri valori di inclusione razziale”.

L’articolo rivela: “Il potere persistente dell’ADL nella politica statunitense è rimasto stranamente inalterato nel tempo”, un trascorso che ha incluso lo spionaggio e / o la conduzione di campagne diffamatorie contro una serie di organizzazioni per i diritti umani, tra cui il Comitato di Coordinamento Non Violento degli Studenti (SNCC), il Comitato Anti-Discriminazione Arabo-Americano (NAACP) e il Movimento Black Lives Matter. (Alcuni mettono addirittura in discussione il motivo che ha portato alla sua fondazione, l’omicidio di un giovane afroamericano.)  Ma l’auto-contraddizione e l’ambiguità dell’ADL sono più visibili quando riguardano i suoi criteri. Di seguito sono riportate le dichiarazioni del suo programma “Nessuno Spazio per l’Odio” (No Place For Hate – NP4H), seguito da informazioni fattuali e verificate sulle pratiche dell’organizzazione.

“Ricettività”

La campagna “No Place For Hate” esorta gli studenti ad essere “aperti a diversi e molteplici punti di vista e prospettive, specialmente quelli che differiscono dai propri”, proclamando che il viaggio verso il rispetto e l’uguaglianza inizia da qui.  Il programma esorta gli studenti: “Se le persone condividono esperienze e sentimenti che sono diversi o che non vi sono familiari, mostrate rispetto prendendoli sul serio”.  Mentre l’ADL si aspetta che gli studenti di età elementare siano di mentalità aperta, l’organizzazione stessa ha rifiutato di “aprirsi” a prendere sul serio la voce palestinese nel Movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS).

Fin dagli inizi del BDS nel 2005, l’ADL lo ha definito un movimento che demonizza Israele e cerca di “minare l’esistenza di Israele”, distorcendo i chiari obiettivi del BDS a favore della giustizia:

Rendere visibile l’invisibile”

Il programma “No Place For Hate” invita gli studenti a “esplorare l’impatto dell’invisibilità sulle persone e su come diversi gruppi, ad esempio la comunità LGBTQ, sono stati resi invisibili nei principali resoconti della storia.”  Il programma incoraggia gli studenti emarginati a parlare delle loro esperienze nell’ambiente sicuro del programma scolastico, per aumentare la consapevolezza della loro lotta e acquisire alleati.

L’ADL ha rifiutato di applicare questo criterio quando si tratta del popolo palestinese, soffocando attivamente le voci sia dei palestinesi che dei loro alleati. L’organizzazione lavora per chiudere non solo il BDS e altri eventi pro-Palestina, ma anche i rapporti, i proclami e gli eventi delle Nazioni Unite.

L’ADL si è infiltrata anche in vari gruppi come il Movimento di: Donne in Marcia e la Federazione Mondiale di Scacchi, oltre a monitorare i media e smentire articoli critici su Israele, dal New York Times al Poughkeepsie Journal e al Daily Gazette di Schenectady, NY. Anche Saturday Night Live e il Vaticano non sono sfuggiti alla censura.

Anche la stessa critica all’ADL è considerata antisemita.  Inoltre, nel corso degli anni, l’ADL ha spiato e / o condotto campagne diffamatorie contro numerose organizzazioni, tra cui il Comitato di Coordinamento Non Violento degli Studenti (SNCC), il Comitato Anti-Discriminazione Arabo-Americano (NAACP) e attivisti anti-apartheid sudafricani.  Ha rifiutato di collaborare con il Movimento Black Lives Matter nel 2016 perché ha chiesto giustizia per i palestinesi.

“Piramide dell’odio”   Il programma “No Place For Hate” insegna agli studenti che quando piccoli comportamenti razzisti non vengono contenuti, il comportamento tende a intensificarsi. Il programma invita i bambini a prendere sul serio le piccole aggressioni e a fermarle prima che aumentino.

Questa teoria si concretizza in Israele, grazie al fallimento della comunità Internazionale (inclusa la rete di controllo di ADL) nel ritenere lo stato responsabile.  Fin dalla sua fondazione nel 1948, Israele ha regolarmente violato le leggi internazionali, ignorato l’inesorabile (ma impotente) opposizione delle Nazioni Unite, della Corte Internazionale di Giustizia e di centinaia di organizzazioni per i diritti umani. Mentre l’Unione Europea ha compiuto alcuni deboli tentativi di censurare Israele, gli Stati Uniti, soprattutto negli ultimi quattro anni, hanno chiuso un occhio sulle azioni di Israele (e sulla sofferenza palestinese che hanno causato), sostenendo consapevolmente i suoi crimini.

“Promuovere un ambiente anti-pregiudizio”   Il programma “No Place For Hate” invita gli amministratori scolastici a compilare un questionario che include domande come:

  • La dichiarazione di intenti della scuola trasmette valori di rispetto, equità e inclusione?
  • ·I simboli, i segni, le mascotte e le insegne della scuola riflettono la diversità e l’inclusione?
  • ·Celebrazioni, festival ed eventi speciali riflettono una varietà di gruppi culturali e festività?

Se il governo di Israele rispondesse a queste domande poste dall’ADL, esporrebbe almeno sessantacinque leggi che discriminano i palestinesi.

Politiche e conseguenze

Il programma “No Place For Hate” incoraggia gli amministratori scolastici ad aggiornare le politiche scolastiche sul bullismo e le molestie, enunciare le conseguenze per la violazione delle regole, e quindi applicare tali conseguenze “in modo equo e coerente.”

Queste linee guida, applicate a Israele, richiederebbero una revisione completa del suo sistema di applicazione della legge e delle sue pratiche. Molte rispettate organizzazioni per i diritti umani hanno monitorato il normale comportamento della polizia e dell’esercito israeliano mentre interagiscono con i palestinesi e hanno segnalato tassi inaccettabili di violenza deliberata o sproporzionata contro i palestinesi, nonché un sistema giudiziario militare studiato per emettere sentenze ingiuste, e garantire la quasi totale impunità per gli israeliani, forze dell’ordine e civili, che commettono crimini contro i palestinesi.

Costante formazione anti-pregiudizio

L’ADL sostiene le opportunità di sviluppo professionale per il personale scolastico al fine di migliorare le proprie capacità di competenza anti-pregiudizi e creare un ambiente sicuro per tutti.

Su questo tema, l’ADL non solo ignora il proprio ammonimento, ma fa il contrario e lo fa da decenni. Attraverso i suoi programmi: Applicazione della Legge e Società, Seminario Nazionale Antiterrorismo, Scuola di Formazione Avanzata, l’ADL afferma di aver formato oltre 140.000 membri delle forze dell’ordine statunitensi, alcuni in Israele, alcuni negli Stati Uniti utilizzando addestratori israeliani (altre organizzazioni pro-Israele sponsorizzano anche programmi di scambio per la polizia).

Amnesty International ha riferito della formazione della polizia americana da parte di un “violatore cronico dei diritti umani” noto per la violenza di stato contro non solo i palestinesi, ma anche gli ebrei di colore e i rifugiati africani in Israele.  I metodi che i poliziotti americani apprendono dalle loro controparti israeliane possono essere mortali. In effetti, gli ufficiali del dipartimento di polizia di Minneapolis che hanno ucciso George Floyd sono stati addestrati dagli israeliani.

“Istruzione sull’Olocausto e i Genocidio”

Il sito web dell’ADL commenta diversi genocidi dei giorni nostri, inclusi quello armeno e alcuni filippini, e dà la priorità al riconoscimento e alla narrazione di tali atrocità a causa delle “lezioni universali” da apprendere.  Tuttavia, nel caso del genocidio israeliano e della pulizia etnica del popolo nativo Palestinese, l’ADL offre una “scheda informativa” che spiega perché l’espulsione di oltre un milione di palestinesi nel 1948 e il 1967 e l’uccisione di altre decine di migliaia “non è un  genocidio.”

Il fatto triste è che le donazioni all’ADL, anziché combattere il razzismo, verranno utilizzate per consentirlo. Questo non è un gruppo a cui affidare i nostri figli. Gli americani devono abbandonare l’ADL.

Kathryn Shihadah è scrittrice dello staff di If Americans Knew. Scrive anche per Mintpress News e sul blog Palestine Home.

Traduzione: Beniamino Rocchetto – Invictapalestina.org

(1) EVERFI, “Offre gratuitamente una piattaforma digitale di formazione per insegnanti e studenti, che consente alle organizzazioni di tutto il mondo di infondere la conoscenza su argomenti critici in classe, in ufficio e nella comunità”