Con i Democratici al governo, J Street può proporre a Washington qualcosa di nuovo per il Medio Oriente
da Haaretz 11 aprile 2021, corrispondenza da Washington
Dopo quattro anni all'opposizione, l'organizzazione ebraica di sinistra J Street ora può ricevere ascolto da parte del partito al potere. La sua prossima conferenza annuale si concentrerà su come condizionare l'uso da parte di Israele degli aiuti statunitensi nei territori occupati.La prossima settimana segna la dodicesima conferenza annuale di J Street, e l'organizzazione di sinistra filo-Israeliana si trova in un contesto nuovo. Dopo aver svolto un ruolo attivo durante l'amministrazione Obama ed essere diventata la voce dell'opposizione durante l'amministrazione Trump, J Street ora rappresenta probabilmente la voce della maggioranza nell’ambito del partito democratico, oggi maggioritario negli Stati Uniti.
JStreet partecipa a People-to-People (P2P),programma che tende a indirizzare su aspetti di rapporti interpersonali quelli che sono le responsabilità politiche dell’occupazione e dei suoi sostenitori. (NdR)
Il programma People-to-People (P2P)
Finanziato dal governo USA, P2P riguarda progetti che uniscono attori palestinesi e israeliani della società civile in cosiddette collaborazioni e discussioni, sottolineando i concetti di cooperazione, comprensione e costruzione della pace. La questione palestinese viene vista come affrontabile attraverso relazioni interpersonali, accantonando violazioni dei diritti umani dei palestinesi, colonizzazione di insediamento israeliana e l’occupazione militare che ne è la vera causa profonda. Secondo P2P il contatto e il dialogo sono il modo per porre fine alla violenza e quindi al conflitto. People to People sottolinea l’importanza della “cooperazione oltre i confini” per raggiungere una pace duratura. Progetti all’interno di questo quadro sono destinati a “iniziare e promuovere contatti a livello di base e l’interazione tra persone sui lati opposti del confine.” Di fatto P2P presuppone che i palestinesi cooperino e si riconcilino con un popolo e con una entità di cui approvino la colonizzazione e occupazione.
Il Middle East Partnership for Peace Act è la Legge USA per la Collaborazione in Medio Oriente per la Pace promossa da Nita M. Lowey, ex parlamentare democratica e dal repubblicano Jeff Fortenberry, a dimostrazione dell’appoggio bi-partisan alla legge. In seguito alla sua approvazione l’Alliance for Middle East Peace [Alleanza per la Pace in Medio Oriente] (ALLMEP) ha rivendicato l’iniziativa spiegando che si è trattato del risultato di “oltre un decennio di sostegno” da parte di ALLMEP “alla creazione di un Fondo Internazionale per la Pace Israelo-palestinese.” ALLMEP cita una “vasta coalizione” di sostenitori, che include J Street, il New Israel Fund, Jewish Federations of North America, l’Israel Action Network, Churches for Middle East Peace, AIPAC, AJC e l’Israel Policy Forum. Significativamente tutte queste organizzazioni tranne una sono dichiaratamente sioniste.
La legge è stata adottata anche nel testo della legge di bilancio per il Dipartimento di Stato e le Operazioni Estere del 2021. Il fondo sarà finanziato principalmente dagli USA, ma la legge afferma anche che “raccoglierà ulteriori contributi per il Fondo dalla comunità internazionale, compresi Paesi del Medio Oriente e in Europa.” essa non presenta alcuna definizione che possa impedire ai coloni di far richiesta di finanziamenti.
Le disposizioni impongono inoltre una serie di clausole per ricevere i finanziamenti, comprese restrizioni all’accesso per i palestinesi nel caso in cui l’ANP promuova un’inchiesta della Corte Penale Internazionale contro crimini di guerra di Israele. In particolare il testo include la seguente clausola:
Nessuno dei fondi stanziati sotto la voce “Fondo per il sostegno economico” di questa legge può essere messo a disposizione per assistenza all’Autorità Nazionale Palestinese se dopo la data di entrata in vigore di questa legge: (I) i palestinesi ottengono la stessa posizione di Stato membro o la piena adesione come Stato nelle Nazioni Unite o in qualunque loro specifica agenzia al di fuori di un accordo negoziato tra Israele e i palestinesi; o se i palestinesi promuovono un’indagine giuridicamente autorizzata della Corte Penale Internazionale (CPI), o appoggiano attivamente una simile indagine che sottoponga cittadini israeliani a un’inchiesta per presunti crimini contro i palestinesi.