IMEMC.org
International Middle East Media Center
15.03.2011
http://www.imemc.org/article/60856
Il villaggio di Awarta sotto blocco totale fin da sabato; attivisti scandinavi chiusi in trappola.
di Saed Bannoura
Negli ultimi tre giorni, forze armate israeliane hanno mantenuto il blocco del villaggio di Awarta, impedendo a tutti gli abitanti di lasciare le loro case, senza fornire alcuna indicazione sul quando il blocco verrà tolto e sarà permesso alle persone di uscire dalle proprie abitazioni. Le truppe israeliane hanno catturato tutti coloro che, qualsiasi fosse il motivo, si stavano allontanando dalle proprie case.

Il blocco del villaggio ha avuto inizio subito dopo l’assassinio di una famiglia israeliana, compresi un neonato e due bambini piccoli, che è stato compiuto venerdì notte nella colonia di Itamar, sita nella West Bank settentrionale, accanto al villaggio di Awarta.
Dato che Awarta è il villaggio più vicino alla colonia, le forze israeliane sono entrate nel villaggio alla ricerca dell’aggressore già nelle prime ore di sabato mattina, e sono rimaste ad Awarta fin da quel momento, perlustrando e perquisendo le case e mantenendo un blocco rigido.
Tre attivisti internazionali non-violenti di International Solidarity Movement, Cinda, di 23 anni, Chad, di 25, svedesi e Cissy, di 53 anni, norvegese, non sono stati in grado di andarsene dal villaggio, e hanno riferito di diversi incidenti nei quali i soldati hanno picchiato in loro presenza gli abitanti del posto.
Gli attivisti hanno riferito pure di 100 uomini che, lunedì, sono stati radunati in una scuola locale e sottoposti ad interrogatorio.
L’esercito israeliano non ha rilasciato alcuna dichiarazione riguardo all’identità del responsabile dell’attacco di venerdì notte, sebbene siano stati catturati per essere interrogati circa 30 palestinesi provenienti dalle zone dei dintorni, incluso il villaggio di Awarta.
(tradotto da mariano mingarelli)