Al via l'evacuazione della colonia di Ulpaia

Nena News
26.06.2012
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Israele, al via evacuazione colonia Ulpana

Dopo la sentenza dell'Alta Corte, il governo costringe i coloni dell'insediamento a lasciare le proprie case. Ma intanto progetta di costruire 300 nuove unità abitative

dalla Redazione

Beit Sahour (Cisgiordania), 26 giugno 2012, Nena News - Rispettata la sentenza della Corte Suprema: Israele ha cominciato questa mattina l'evacuazione dei coloni dall'insediamento illegale di Ulpana, alle porte di Gerusalemme. Le prime 30 famiglie sono state fatte trasferire oggi, le altre nel corso della settimana. Verranno temporaneamente portate in una base militare. 
                               colonia ulpana
                                              Preghiera di protesta questa mattina nella colonia di Ulpana (Foto: Ha'aretz)


La decisione è giunta dopo la sentenza della Corte Suprema che ha riconosciuto le terre confiscate per la costruzione delle unità abitative di Ulpana di proprietà privata palestinese, e imposto l'evacuazione entro il primo luglio. Così, questa mattina i camion del Ministero dell'Interno si sono presentanti nell'insediamento, insieme ad oltre cento impiegati statali, per aiutare le famiglie ad impacchettare le proprie cose nei 33 appartamenti considerati illegali.

"Un giorno buio per Israele", ha commentato il rabbino Brad Kitay, tra i coloni evacuati oggi. Aggiungendo: "Ma questo è il buio prima della luce. Ulpana crescerà". Potrebbe non avere torto, visto che in cambio dell'evacuazione il governo Netanyahu ha promesso ai coloni la costruzione di altre 300 unità abitative nella colonia, diretta minaccia per il vicino villaggio di Dura Al-Qara di Gerusalemme Est.

Insomma, Tel Aviv da una parte accontenta la Corte e dall'altra calpesta decisioni giudiziarie che prevedono anche l'evacuazione di altri due insediamenti illegali in Cisgiordania, Migron e Givat Assaf. Una questione da mesi oggetto di controversie: il governo di Tel Aviv, attraverso il Ministero dell'Edilizia, non solo ha previsto la costruzione di altre 300 unità abitative ad Ulpana, ma la scorsa primavera ha tentato di approvare una legge per la "legalizzazione" retroattiva degli outpost considerati fuori legge. La Knesset l'ha rigettata.

Intanto la popolazione palestinese di Dura Al-Qara resta alla porta, in un instabile equilibrio fatto di flebili speranze e duri ritorni alla realtà. Il mese scorso, la sentenza della Corte Suprema era stata festeggiata dal villaggio, convinto di aver portato a casa una vittoria con davvero pochi precedenti. Vittoria che ora è messa in discussione dai tentativi di negoziato tra governo e coloni e dalla spada di Damocle rappresentata dalle 300 nuove unità abitative. Nena News