domenica 29 novembre 2015
I manifestanti, sfilando lungo la Route 60, hanno chiesto di smantellare gli insediamenti e di porre fine all’ occupazione israeliana nei territori palestinesi. Hanno anche scandito slogan contro la violenza e a sostegno della cooperazione arabo-ebraica. Soldati e poliziotti israeliani hanno scortato il corteo e non ci sono stati incidenti.
Al termine della protesta i manifestanti si sono riuniti vicino al “tunnel checkpoint” dove i “Combattenti per la pace” hanno parlato rimarcando che ebrei e arabi chiedono una fine non violenta dell’occupazione.
“Viviamo in un periodo difficile, persone innocenti muoiono ogni giorno ed è difficile vedere la fine di questi eventi”, ha detto Meital Lukov un attivista dei Combattenti per la pace. ” E’ coraggioso trovare un terreno comune per costruire un futuro su questa base , rompere il ciclo della violenza e creare un nuovo domani”

manifestanti marciano lungo la Route 60 in Cisgiordania, il 27 novembre 2015. (Mustafa Bader / Activestills.org)
Mohammad Barakeh: «Non vogliamo una sola goccia di sangue versato, ma chi crea questa situazione ha bisogno di capire che solo la pace porterà la sicurezza. I posti di blocco, l’abuso, gli insediamenti causano tutto il male che sta accadendo qui.“
La protesta è stata organizzata dai “Combattenti per la pace”, come parte della nuova iniziativa, “stare insieme”, un tentativo di organizzare vari movimenti e partiti politici in nome della cooperazione arabo-ebraica contro la violenza e l’occupazione. “Hanno organizzato una grande protesta a Gerusalemme lo scorso mese ad Haifa
Come ogni settimana le proteste palestinesi – con la presenza di sostenitori israeliani e internazionali contro gli insediamenti e l’occupazione, hanno avuto luogo nei villaggi di Bil’in, Ma’sara, Nabi Salih, Ni’ilin e Qaddum. Secondo la Mezzaluna Rossa Palestinese 82 palestinesi sono rimasti feriti nelle proteste del venerdì, decine di loro da arma da fuoco vivo dell’IDF(=esercito Israeliano).