Storie quotidiane dalla Palestina

Storie quotidiane dalla Palestina

“Test di ammissione”

 

Amira Hass da Ramallah

Internazionale 1162 | 15 luglio 2016

Gli aerei da guerra israeliani sono passati sopra le nostre teste più volte durante la mia visita nella regione di Nablus, l’11 luglio. Ma il rombo e la bassa quota degli aerei sono stati una sorpresa solo per me. Capita spesso, mi hanno spiegato nel villaggio di Asira ash Shamiliya, dove ho incontrato i familiari di Bilal Kayed, condannato a 14 anni di carcere per le attività svolte durante la seconda intifada e posto in detenzione amministrativa (cioè senza processo) quando ha finito di scontare la pena.

A proposito degli aerei, il fratello di Bilal mi ha detto sorridendo: “Festeggiano i risultati dei test di ammissione all’università”. Ho sentito lo stesso commento alcune ore dopo, durante un pranzo con degli amici. È una battuta che va spiegata: i risultati dei test d’ammissione sono stati annunciati la mattina dell’11 luglio, e spesso vengono festeggiati dai palestinesi sparando, una pessima abitudine che a volte provoca dei morti e sempre un po’ di paura. L’ordine delle autorità palestinesi di evitare di sparare non viene mai rispettato del tutto. Quest’anno il ministero dell’istruzione ha deciso di non pubblicare più i risultati abbinandoli ai nomi degli studenti, dopo che per anni migliaia di studenti dai voti bassi sono stati umiliati. Durante il mio viaggio di ritorno a Ramallah, ho chiamato dei miei amici di Gaza e mi hanno detto che la figlia era molto triste. Ha ottenuto una media del 96,7, ma la facoltà di medicina di Gaza ammette solo chi prende almeno 98.