Dopo il Calcio le Olimpiadi, Israele ha bloccato i materiali degli atleti palestinesi

da: Michele Giorgio GERUSALEMME, Il Manifesto 02.08.2016 e 30.7.2016

http://ilmanifesto.info/dopo-il-calcio-le-olimpiadi-israele-blocca-i-materiali-degli-atleti-palestinesi/

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Una nuova assurda vicenda conferma la grande difficoltà che i Palestinesi, a causa dell’occupazione militare israeliana, incontrano quando praticano uno sport o devono partecipare a competizioni internazionali. La piccola delegazione olimpica della Palestina, appena sei atleti, ha denunciato al suo arrivo a Rio che la sicurezza israeliana, alla partenza per il Brasile, ha bloccato tutti gli indumenti da gara e da allenamento, le divise per la sfilata della cerimonia di apertura delle Olimpiadi e persino la bandiera.

Il Comitato olimpico palestinese (Cop), attraverso il suo segretario generale, Munther Masalmah, aveva espresso grande soddisfazione per l’atteggiamento che i giovani palestinesi mostrano verso lo sport, malgrado le grandi difficoltà che devono affrontare per la mancanza di fondi, di strutture adeguate in Cisgiordania e nella malandata Striscia di Gaza e per le restrizioni attuate dalle autorità israeliane. L’ultima, appunto, con il blocco alla partenza degli indumenti da gara, le divise e la bandiera.

Giorni fa la squadra di calcio di Gaza che doveva partecipare al Campionato di Palestina, dopo 12 ore di attesa ed interrogatori al valico di Eretz aveva avuto la comunicazione che nove suoi giocatori non avrebbero ottenuto l’autorizzazione per entrare in territorio israeliano e raggiungere la Cisgiordania. Israele, pare dopo un intervento della Fifa, alla fine ha rilasciato i permessi ai giocatori di Gaza, ma la vicenda conferma agli occhi dei Palestinesi quanto sia stata fallimentare la decisione presa un anno da fa Jibril Rajoub presidente della Federcalcio Palestinese, di rinunciare al voto dell’assemblea della Fifa sulla sospensione di Israele. L'iniziativa era stata accompagnata da centinaia di manifestanti riuniti davanti alla sede della Fifa che mostravano i cartellini rossi dell’espulsione nel gioco del calcio, per sollecitare la sospensione di Israele. Poi, si disse, pressioni internazionali indussero Rajoub ad accettare un accordo con Israele che affrontava anche la questione delle cinque squadre di coloni ebrei che partecipano ai campionati Israeliani. Un anno dopo quell'accordo, per il calcio palestinese non è cambiato nulla, era e resta prigioniero dell’occupazione.