In merito al declino della democrazia israeliana conviene ricordare il caso emblematico di Samer ‘Arbid, arrestato nel settembre scorso: ricoverato in ospedale per le torture dei servizi segreti, la Corte Suprema fa proseguire l’interrogatorio https://www.btselem.org/torture/20191010_israeli_high_court_allows_isa_to_continue_torturing_samer_arbid
Il 25 settembre Samer ‘Arbid di 44 anni di Ramallah, e padre di tre figli viene arrestato e sospettato di aver partecipato ad un attentato contro coloni che ha causato la morte di una giovane ed il ferimento di altri tre. Testimoni oculari decumentano che al momento dell’arresto ‘Arbid subisce un duro pestaggio, dopodichè viene portato nel quartiere russo di Gerusalemme. Qui viene interrogato con l’uso di “mezzi speciali”. Tre giorni dopo viene comunicato da un agente dell’ISA (Israel Security Agency) al suo avvocato di Addameer che ‘Arbid è ricoverato in ospedale in stato di incoscienza ed con respirazione artificiale. Successivamente si viene a sapere che il ricovero era già avvenuto il giorno prima. Sua moglie ed il suo avvocato chiedono di poterlo vedere ma viene opposto un rifiuto da parte dell’ospedale di fornire informazioni sia a loro che a Medici per i Diritti Umani riguardo allo stato del ricoverato.
A seguito della emanazione della disposizione che vieta a Arbid di incontrare il suo avvocato, Addameer (1) fa ricorso all’Alta Corte contro tale disposizione.
Il giorno 29 compare sui media che l’Ispettorato per i Reclami verso l’ISA(2) presso il Ministero della Giustizia stava indagando sul caso e che veniva investito del caso il Procuratore generale per l’apertura di una indagine per comportamento criminoso da parte degli autori dell’interrogatorio.
Il 2 ottobre i militari forniscono alla Corte ed all’avvocato di Arbid un rapporto sullo stato di salute di ‘Arbid in base al quale i militari considerano un “graduale miglioramento “ nelle sue condizioni e che “nei giorni successivi si sarebbe potuto procedere negli interrogatori”. ‘Arbid veniva mantenuto agli arresti in quanto “il sospettato è una minaccia per la sicurezza”
Dopo un palleggio di competenze tra giudici e militari, alla fine i giudici dell’Alta Corte si pronunciano: “Siamo soddisfatti che non sia stato consentito l’incontro con l’avvocato in base a considerazioni vitali per la sicurezza, e dei materiali documentali a noi presentati che sono inequivocabili”. Nella parte finale del pronunciamento i giudici notano che “il ricorso che ci è stato sottoposto è basato sull’assunzione che il ricorrente sia stato sottoposto a pesanti torture che gli hanno causato gravi condizioni mediche, al punto di rischio della vita”. Purtuttavia accantonano poi tutto considerano che “su questa materia è in corso una indagine da parte dell’Ispettorato e ciò rende necessario che la Corte eviti ogni conclusione per il tempo in cui tale indagine è in corso”
In pratica: ISA può andare avanti e continuare a torturare Arbid negli interrogatori

(1) Addameer associazione israeliana per la difesa dei detenuti 
(2) Ispettorato per i Reclami verso l’Israel Security Agency (ISA), un ispettorato contro gli abusi dell’ISA, così come esiste un ispettorato contro gli abusi della polizia
Traduzione e sintesi di Claudio Lombardi di Associazione di Amicizia Italo-Palestinese