Rapporto settimanale dalla Cisgiordania: violenza e demolizioni continuano

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casa demolita a Jenin

Lo sfollamento e la cancellazione degli indigeni da parte di Israele non si limita alla Striscia di Gaza, ma si estende anche alla Cisgiordania, a Gerusalemme e alle terre occupate dal 1948. Dal 7 ottobre, le forze israeliane hanno intensificato le incursioni violente nei campi profughi palestinesi in Cisgiordania, in particolare facendo irruzione nelle comunità, distruggendo infrastrutture essenziali, conducendo campagne di arresti di massa e uccidendo e ferendo molti palestinesi.

Il 2 marzo, le forze israeliane hanno ucciso Mohammad Khaled Zaid, 13 anni, e ne hanno ferito un altro all'ingresso del campo profughi di Al Jalazone, a Ramallah. Le truppe israeliane hanno lasciato Mohammad a sanguinare per un'ora prima di permettere ai soccorritori di raggiungerlo. Lo stesso giorno, Mohammad al-Deek, 16 anni, è stato ucciso dalle forze israeliane durante un'incursione nel villaggio di Kafr Ni'ma, a Ramallah.

Il 4 marzo, le forze israeliane hanno ucciso un 16enne residente nel campo profughi di Qalandiya, Mustafa Abu Shalbak, e ne hanno feriti altri due nel campo profughi di Al Amari, a Ramallah. Lo stesso giorno, le forze israeliane hanno ucciso Amr Muhammad Najjar, 10 anni, a Burin, a sud di Nablus. Gli hanno sparato alla testa mentre era con il padre. È stato riferito che un altro palestinese si è avvicinato ad Amr dopo essere stato ferito ed è stato anch'egli colpito al petto dalle forze israeliane.

Dal 7 ottobre 2023, le forze israeliane hanno ucciso 412 palestinesi, tra cui 106 bambini, nella sola Cisgiordania. Hanno inflitto ferite a 4.623 palestinesi in Cisgiordania durante questo periodo, di cui 710 bambini.

Il 29 febbraio le autorità israeliane hanno demolito 18 strutture nell'area di Gerico, adducendo la mancanza di permessi di costruzione rilasciati da Israele. Questa azione ha causato lo sfollamento di sette persone, tra cui tre bambini. Le demolizioni hanno interessato principalmente edifici residenziali, cucine esterne, bagni, strutture agricole e pannelli solari. Dal 7 ottobre 2023, 599 persone, tra cui 285 bambini, sono state sfollate nell'Area C e a Gerusalemme Est a causa di queste demolizioni.

Inoltre, il 24 gennaio, le autorità israeliane hanno sigillato punitivamente una casa a Beit Hanina, a Gerusalemme Est, sfollando quattro persone. Questa casa era collegata a un palestinese che aveva ferito due soldati in un incidente a fuoco prima di essere ucciso dalle forze israeliane. In totale, 23 case sono state demolite punitivamente e due sigillate dal 7 ottobre, sfollando 121 palestinesi, tra cui 51 bambini. Demolizioni punitive come queste equivalgono a punizioni collettive, poiché la demolizione delle case colpisce intere famiglie.

L'OCHA ha documentato 607 attacchi da parte dei coloni israeliani contro i palestinesi dal 7 ottobre 2023, che hanno causato omicidi, feriti, danni alle proprietà o una combinazione di questi. La stragrande maggioranza di questi attacchi non viene perseguita. Consentendo ai cittadini dei coloni, piuttosto che allo Stato, di usare la violenza per allontanare i palestinesi, lo Stato israeliano crea una narrazione di "poche mele marce" o "frange di estremisti". In realtà, le forze israeliane sono molto spesso presenti per proteggere i coloni durante gli attacchi violenti. Finanziata dallo Stato israeliano e dal sistema no-profit statunitense, la violenza dei coloni israeliani è stata il fattore che ha contribuito maggiormente allo sfollamento dei palestinesi in Cisgiordania dal 7 ottobre.

Tra il 7 ottobre 2023 e il 21 gennaio 2024, la violenza dei coloni autorizzata dallo Stato israeliano ha causato lo sfollamento di circa 198 famiglie palestinesi, con un impatto su 1.208 persone, tra cui 586 bambini.

Le famiglie colpite provengono da almeno 15 comunità di pastori e beduini. Una parte significativa di questi sfollamenti, più della metà, si è verificata in tre date specifiche: 12, 15 e 28 ottobre, che hanno interessato sette comunità per un totale di 1.539 persone, tra cui 756 bambini.

Traduzione Leonhard Schaefer