Riceviamo da Alberto Marani, l’insegnante di scuola superiore recentemente sospeso per aver distribuito tra gli studenti un questionario sul gradimento dell’ora di religione, una breve lettera in cui ci svela che, nell’atto di sospensione, ha pesato anche una sua presa di posizione a favore della causa Palestinese.
Carissimi,
della mia grave sanzione disciplinare (2 mesi, ma ne erano stati chiesti 6) si è parlato moltissimo, ma quasi solo per una delle motivazioni della sanzione, l'avere somministrato un questionario sull'ora alternativa.
Esiste però una seconda accusa: avere stampato (con carta della scuola) e affisso nella bacheca pubblica inrena all'istituto 6 immagini di Handala, nei giorni del recente massacro di Gaza. Di questo secondo fatto si è parlato pochissimo, ma secondo me non è meno grave del primo.
Eppure, mentre ho ricevuto centinaia di messaggi di solidarietà da atei e laici, non non si parla della questione nell'ambiente dalle associazioni vicine alla causa palestinese. [...]
Grazie per l'attenzione
Alberto Marani
Ecco le immagini incriminate:

Al secondo punto della lettera di contestazione degli addebiti contro Marani, emessa da Gian Luigi Spada, dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Forlì, si legge che il docente “usa materiali e strumenti dell’Istituzione Scolastica per diffondere comunicazioni aventi carattere sindacale e argomenti di attualità comunque estranei ai propri compiti istituzionali e professionali, quali il volantino sulla riduzione delle ore a settembre e le vignette affisse all’albo della Scuola il 16.1.2009”.
Ci domandiamo a questo punto se la libertà di insegnamento dei docenti sancita dal comma 1 dell’art. 33 della nostra Costituzione (“L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento”) possa essere legittimamente oggetto di censura da parte di semplici dirigenti scolastici e se questa preoccupante sanzione non sia la definitiva conferma della emergenza democratica in cui sta precipitando il nostro paese.