Educazione e Resistenza

 

The Alternative Information Center
16.11.2010

http://www.alternativenews.org/english/index.php/topics/news/3001-education-and-resistance 

Istruzione e resistenza

di Mirelle Fanon Mendes France 

Quella che segue è una presentazione fatta da Mireille Fanon Mendes France presso il Forum mondiale-Palestina, il 30 ottobre 2010 a Betlemme. Fanon Mendes France è della Fondazione Frantz Fanon e dell'Unione ebraica francese per la pace.

 

L'istruzione deve essere un arma strategica di resistenza all'oppressione e il modo più efficace per garantire l'emancipazione, perché senza educazione c'è rischio di alienazione, in senso lato, come esplicitato da Frantz Fanon, essa è nutrita dal ritardo culturale voluto e organizzata dalle forze che hanno un interesse nel perseguimento della dominazione.

              fanon_mendes_mireille

 

 

L' educazione prevista nel contesto attuale è quella della rassegnazione, mentre l'istruzione dovrebbe essere costruita sul collegamento di pensieri, e soprattutto correre il rischio di pensare e non temere di essere "sulla linea delle streghe", come ha detto Gilles Deleuze. 

Questo è ciò che era stato compreso da coloro che hanno combattuto nella resistenza armata e politica durante le lotte di liberazione; questi hanno fatto dell'educazione delle popolazioni la priorità più importante. Dal Vietnam all'Algeria, l'alfabetizzazione e l'istruzione sono state generalmente riconosciute rapidamente come una dimensione fondante della resistenza all'oppressione. 

Così il popolo palestinese, che è tra i popoli più alfabetizzati e istruiti, non ignora la fondamentale importanza della formazione, in particolare contro il colonialismo che, nella sua forma classica, è pressoché scomparso dalla superficie della terra, tranne qui in Palestina. 

Questa colonizzazione-occupazione, che è ben consapevole dei pericoli di un popolo palestinese istruito, tenta regolarmente di delegittimare l'istruzione impartita in Palestina. Per i sostenitori della colonizzazione-occupazione, ieri come oggi, le strategie di dominazione si basano sul mantenimento nell'ignoranza del maggior numero possibile di persone. Il loro obiettivo è quello di negare al popolo palestinese la legittimità di sottoporre se stessi agli stessi riferimenti utilizzati da altri. Per lo stato israeliano, il "come i palestinesi" si usa solo in quanto esiste “noi israeliani". È tutto “per naturalizzare le differenze culturali", che non è né più né meno che un approccio basato proprio sulla moderne ideologie razziste. 

La deculturazione e l'ignoranza permettono ai teorici di giustificare l'asservimento, la dominazione e l'espropriazione cancellando la memoria dei popoli e vietando la trasmissione della storia e della conoscenza. Permettetemi di citare di nuovo Frantz Fanon "Il popolo colonizzato è ideologicamente presentato come costituito da persone fermate nel loro sviluppo, impermeabili alla ragione, incapaci di gestire i propri affari, che richiedono una presenza permanente di una guida. La storia dei popoli colonizzati si trasforma in un movimento senza senso, in tal modo, si ha l'impressione che, per questi popoli, l'umanità ha avuto inizio con l'arrivo di questi coloni coraggiosi. "[1] 

Questo è esattamente il contenuto dell'infame discorso del presidente francese Sarkozy nel gennaio 2007 alla Dakar University. Per questo portavoce del neocolonialismo, l'uomo africano, raffigurato come “inquietante”, è offensivo, ed è un uomo fermato sulla strada della storia in cui egli non vuole o non può entrare. 

Pertanto, l'istruzione è un mezzo di emancipazione delle coscienze, che libera dalla volontà di servitù e di oblio imposte dalla memoria reificata, diventando un grave problema politico che da solo giustifica la necessità di formazione / educazione e la sua generalizzazione. 

Lo storico "discorso" dei maestri del mondo liberale non è solo espressione della loro ignoranza e del loro disprezzo, con connotazioni ideologiche, ma contiene una chiara missione: sostenere la riconversione, in forme aggiornate, della dominazione e quindi del tessuto di emarginazione e di esclusione per i cosiddetti motivi di sicurezza. 

Le nuove forme di sfruttamento e di dominio, rese possibili dal crollo del socialismo burocratico alla fine degli anni '80, forniscono l'unica valida rivendicazione del supremo modello dell'ultra-liberale efficienza del mercato che non può sopravvivere senza sostegno militare per una vita in un " mondo più sicuro", come ha rilevato l'ex Segretario Generale dell'ONU. 

Il credo degli evangelisti del mercato si basa essenzialmente sulla supremazia della legge della giungla, dove solo il più forte può guidare il mondo, e per fare questo il ruolo dello Stato deve essere ridotto il più possibile. In questo schema, il ruolo sociale dello Stato è ridotto alla sua forma più semplice, tutte le attività sono di natura commerciale, e l'istruzione diventa un obiettivo primario. 

Le teorie ultra-liberale, propagandate dal FMI e attuate sotto il suo controllo in caso di crisi del debito, hanno colpito molti paesi del sud. Le "condizioni" dei programmi di aggiustamento strutturali sono state di imporre la privatizzazione, la deregulation e i tagli alla spesa sociale, compresa l'istruzione, prima di tutto, e la salute. Le conseguenze di questa politica criminale sono devastanti in paesi già molto in ritardo sul piano socio-culturale ed economico. In Africa, un continente martire sotto questo punto di vista, l'analfabetismo di massa blocca lo sviluppo di una società in cui le élite sono troppo poche. Solo chi può permettersi un insegnamento privato può sperare in un futuro più luminoso, mentre gli altri sono consegnati alla ciarlataneria e alle sette ... La gente senza istruzione sono più vulnerabili alle manipolazioni. Le ricette del FMI, costantemente applicate ad Haiti, ad esempio, significano che la popolazione di questo paese, che produce brillanti intellettuali, è analfabeta e che del 85% dei 1000 bambini che entrano nel ciclo scolastico, solo 1,7% raggiungere l'università. Questo pasticcio mostruoso spiega, in larga parte, la tragedia infinita di questo paese. 

Per affrontare le azioni della polizia del liberalismo, la mobilitazione di tutti è essenziale. Se la formazione e l'istruzione non sono sufficienti a migliorare le persone, esse sono i presupposti per una vera liberazione. E' anche necessario che l'istruzione sia radicata nella cultura e nella storia del paese e sulla base di principi morali e politici ben definiti. 

Il colonialismo che ha formato solo le persone necessarie per mantenere e riprodurre il suo dominio, ispira chi tenta oggi di formare le élite contro la gente. Un'istruzione per il popolo e al servizio di tutti è la risposta a tutte queste manovre. La scuola dell'obbligo, diffusa, di massa e per tutti, è il presupposto irrinunciabile per costruire una società più giusta e umana. 

[1] In L'An V de la révolution Algerina (1959) ed. La Découverte, 2001, p. 176

 

(tradotto da barbara gagliardi)