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Addio a Shafiq el Hout
Scritto da Associazione   
Thursday 02 July 2009

Abbiamo appreso oggi con profondo dolore della scomparsa del caro Shafiq el Hout, uno dei grandi palestinesi che è rimasto a fianco del proprio popolo per tutta la vita. Fu responsabile dell’Olp in Libano durante i terribili giorni dell’occupazione israeliana del paese. Shafiq el Hout è stato un dirigente amato e rispettato, ancor più quando ha pagato, insieme ad altri, un duro isolamento come conseguenza della scelta di non appoggiare nel 1993 gli accordi di Oslo firmati da Yasser Arafat, ritenuti una svendita della lotta di indipendenza della Palestina. La storia gli ha dato ragione.
Era una figura di grande combattente, tenero e fermo, pronto a dare la sua visione del mondo, il suo suggerimento, a far capire chi stava davvero con la Palestina e chi no. Andare a Beirut, per me significava anche la speranza di tornare a trovarlo ancora nella sua casa, insieme alla moglie Bayan, una storica di fama: da loro sono arrivata grazie al nostro amato Stefano Chiarini.
Per il Comitato per Non dimenticare Sabra e Shatila Shafiq era un punto di riferimento: non aveva mai smesso di lottare per affermare il diritto al ritorno dei palestinesi: “sono nato ad Haifa”, ci disse al prima volta che una delegazione del Comitato si recò a Beirut, “la casa della mia famiglia era in quella città; io posso anche pensare di non tornare proprio in quella casa, ma non potrò mai accettare di non tornare nella mia terra”.
Ciao Shafiq!

Stefania Limiti
(Comitato per Non dimenticare Sabra e Chatila)

 
Palestinesi maltrattati ai checkpoint
Scritto da Luisa Morgantini   
Thursday 02 July 2009

Ai Palestinesi che passano i checkpoint israeliani è vietato anche bere e mangiare.
Ad un checkpoint gestito da una compagnia di sicurezza privata israeliana in Cisgiordania fermati i Palestinesi che portano bottiglie di acqua e cibo.
La denuncia di Machsom Watch (osservazione ai checkpoint),  organizzazione israeliana di Donne contro l’occupazione e per i diritti umani, confermata da lavoratori palestinesi.

Il checkpoint è quello di Sha'ar Efraim, a sud di Tulkarem, e ad amministrarlo per conto del Ministero della Difesa israeliano è la compagnia di sicurezza privata Modi'in Ezrahi. Ad essere fermati, invece, e impediti al loro passaggio sono tutti quei Palestinesi che lavorano in Israele e che portano con sé cibo fatto in casa, caffé, tè e persino zaatar (timo) ma anche bottiglie d’acqua gelata o bevande analcoliche per il pranzo della loro giornata lavorativa. Acquistare le merci nei negozi in Israele sarebbe troppo caro per la misera paga che ricevono.
Sembra assurdo eppure è vero. La compagnia di sicurezza israeliana stabilisce le quantità massime dei cibi che ogni lavoratore deve magiare e che possono passare attraverso il check point:  cinque pite, un contenitore di humus e tonno in scatola, per le bevande ammesse solo bottigliette inferiore al mezzo litro o lattine, una o due fette di formaggio, poche cucchiaiate di zucchero, e da 5 a 10 olive. Vietati anche posate e utensili da lavoro.  Le merci superiori a quelle decise vengono sequestrate e i lavoratori trattenuti per ore.
Le quantità di cibo ammesse dalla Modi'in Ezrahi non sono in nessun modo sufficienti al fabbisogno giornaliero di calorie dei lavoratori.

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L'affaire Alberto Marani
Scritto da Associazione   
Tuesday 30 June 2009

Riceviamo da Alberto Marani, l’insegnante di scuola superiore recentemente sospeso per aver distribuito tra gli studenti un questionario sul gradimento dell’ora di religione, una breve lettera in cui ci svela che, nell’atto di sospensione, ha pesato anche una sua presa di posizione a favore della causa Palestinese.

Carissimi,
della mia grave sanzione disciplinare (2 mesi, ma ne erano stati chiesti 6) si è parlato moltissimo, ma quasi solo per una delle motivazioni della sanzione, l'avere somministrato un questionario sull'ora alternativa.
Esiste però una seconda accusa: avere stampato (con carta della scuola) e affisso nella bacheca pubblica inrena all'istituto 6 immagini di Handala, nei giorni del recente massacro di Gaza. Di questo secondo fatto si è parlato pochissimo, ma secondo me non è meno grave del primo.
Eppure, mentre ho ricevuto centinaia di messaggi di solidarietà da atei e laici, non  non si parla della questione nell'ambiente dalle associazioni vicine alla causa palestinese. [...]
Grazie per l'attenzione
Alberto Marani

Ecco le immagini incriminate:

Image


Al secondo punto della lettera di contestazione degli addebiti contro Marani, emessa da Gian Luigi Spada, dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Forlì, si legge che il docente “usa materiali e strumenti dell’Istituzione Scolastica per diffondere comunicazioni aventi carattere sindacale e argomenti di attualità comunque estranei ai propri compiti istituzionali e professionali, quali il volantino sulla riduzione delle ore a settembre e le vignette affisse all’albo della Scuola il 16.1.2009”.

Ci domandiamo a questo punto se la libertà di insegnamento dei docenti sancita dal comma 1 dell’art. 33 della nostra Costituzione (“L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento”) possa essere legittimamente oggetto di censura da parte di semplici dirigenti scolastici e se questa preoccupante sanzione non sia la definitiva conferma della emergenza democratica in cui sta precipitando il nostro paese.

Ultimo aggiornamento ( Wednesday 01 July 2009 )
 
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