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Stato Palestina- La Mogherini ci ripensa

Stato Palestina, la Mogherini ci ripensa-                                                                                                                                                Scene da Intifada in Galilea e Gerusalemme Est

Dopo le sue dichiarazioni tiepide come ministro degli esteri, ora in veste di lady Pesc, federica Mogherini sostiene lo Stato Palestinese con Gerusalemme capitale

Mogherini, promesse da mantenere

Michele Giorgio, GERUSALEMME, 8.11.2014 Il Manifesto, 9.11.2014

Israele/Palestina. La responsabile per la diplomazia europea, ieri a Gaza e in Cisgiordania, ribadisce il suo sostegno alla nascita dello Stato palestinese e a Gerusalemme capitale di due Stati. Dopo i proclami ora i palestinesi si aspettano azioni concrete dagli europei. Intanto sale la tensione anche in Galilea dove la polizia ha ucciso un giovane arabo israeliano

Fede­rica Moghe­rini ieri, in viag­gio tra Gaza e Cisgior­da­nia, ha lan­ciato ammo­ni­menti, riba­dito posi­zioni, rivolto appelli. Più di tutto la nuova lady Pesc, respon­sa­bile della diplo­ma­zia euro­pea, ha fatto pro­messe impor­tanti. E dovrà ricor­darle per­chè chi vive sotto occu­pa­zione da decenni non si accon­tenta più delle parole. «Penso che Geru­sa­lemme possa e debba essere capi­tale di due Stati» ha affer­mato Moghe­rini, riba­dendo la con­danna dell’Unione euro­pea dell’espansione delle colo­nie israe­liane. «Le colo­nie — ha spie­gato — sono ille­gali ed un osta­colo alla solu­zione dei ‘Due Stati’. L’Europa riba­di­sce que­sta posi­zione che ha sem­pre avuto». Ha quindi detto che l’Ue insi­ste per la nascita di uno Stato pale­sti­nese indi­pen­dente e auspi­cato che Geru­sa­lemme diventi un esem­pio di coe­si­stenza. «Se que­sto viene meno – ha detto — non è un pro­blema sola­mente per Israele o per i pale­sti­nesi ma un pro­blema di tutti visto che Geru­sa­lemme è una città impor­tante per molti».

Pro­prio per­chè Geru­sa­lemme è una città di ecce­zio­nale impor­tanza per tutti, l’Europa dovrebbe fare di più per garan­tire il rispetto della lega­lità. Nel corso degli anni l’Ue ha ricor­dato a Israele che l’intera città, e non solo la parte Est pale­sti­nese, è occu­pata, come san­ci­sce il diritto inter­na­zio­nale. E ha sot­to­li­neato che i governi dei paesi mem­bri con­ti­nuano a rispet­tare la riso­lu­zione 181 dell’Onu che, decre­tando la spar­ti­zione della Pale­stina più di 60 anni fa, pre­vede per Geru­sa­lemme uno sta­tus di città sotto ammi­ni­stra­zione inter­na­zio­nale. In que­sti ultimi decenni però l’Europa ha bal­bet­tato, riba­dito mec­ca­ni­ca­mente le sue posi­zioni senza mai met­tere real­mente in discus­sione i passi uni­la­te­rali fatti da Israele, dall’annessione senza rico­no­sci­mento di tutta Geru­sa­lemme fino alla costru­zione ed espan­sione delle colo­nie nei Ter­ri­tori pale­sti­nesi occu­pati. Lady Pesc dovrà tenere pre­sente tutto que­sto se dav­vero intende gio­care un ruolo di primo piano nella que­stione israelo-palestinese e non ras­se­gnarsi alle impo­si­zioni che det­te­ranno i paesi euro­pei più influenti, a comin­ciare dalla Germania.

Lo reclama peral­tro l’aggravarsi della situa­zione, ora anche in Gali­lea dove le forze di sicu­rezza sono alla ricerca degli atti­vi­sti arabo israe­liani (pale­sti­nesi con la cit­ta­di­nanza israe­liana) che nei giorni scorsi hanno par­te­ci­pato o soste­nuto con mani­fe­sta­zioni e raduni le pro­te­ste dei pale­sti­nesi a Geru­sa­lemme Est. A Kufr Kana, una delle roc­ca­forti del movi­mento isla­mico in Israele, gli agenti nella notte tra venerdì e sabato hanno ucciso un 22enne, Khair al-Din Rouf Ham­dan, che ha rea­gito all’arresto di un parente dando colpi con un oggetto a un fur­gone della poli­zia. Le auto­rità dicono che il gio­vane non solo ha col­pito l’automezzo ma avrebbe anche cer­cato di accol­tel­lare un poli­ziotto, costrin­gendo gli agenti a fare fuoco. Ma il video girato da una tele­ca­mera di sor­ve­glianza mostra che le cose sono andate in modo molto diverso. Ham­dan col­pi­sce il fur­gone poi si allon­tana. I poli­ziotti a quel punto scen­dono e aprono il fuoco da distanza rav­vi­ci­nata men­tre il gio­vane si stava allon­tando, senza più mostrare un intento aggres­sivo. Gli agenti peral­tro spa­rano più colpi, certo non alle gambe come avreb­bero potuto fare, e non inti­mano la resa ad Ham­dan, dece­duto pochi minuti dopo in ospedale.

Ine­vi­ta­bile la rea­zione della popo­la­zione di Kufr Kana. A migliaia gli abi­tanti sono scesi in strada per pro­te­stare e per affron­tare la poli­zia, innal­zando bar­ri­cate e dando fuoco a vec­chi coper­toni. La poli­zia per ore non è riu­scita a disper­dere i dimo­stranti, nono­stante l’uso abbon­dante di gas lacri­mo­geno e di gra­nate assor­danti. Scene da Inti­fada che hanno unito, come non acca­deva dal 2000, la Gali­lea a Geru­sa­lemme Est, alla Cisgior­da­nia e a Gaza.


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