di Vincent Friend



Gerusalemme, 07 ottobre 2010, Nena News – Come quasi tutti i venerdì, il governo dello Stato di Israele, ordina alla polizia di vietare l’accesso alla Spianata della moshea di Al Aqsa a Gerusalemme ai palestinesi musulmani di età inferiore ai 50 anni (talvolta anche ai 40), a quelli non sposati, e, visti i tanti uomini tenuti lontano dalla Città Vecchia, mi viene il sospetto che gli agenti tengano a distanza pure quelli antipatici e quelli privi di senso dello humour. Quelli che, dicono gli israeliani, invece di pregare vanno alla moschea solo per lanciare pietre verso il sottostante Muro del Pianto.

 

Battute a parte, il risultato di questi provvedimenti restrittivi che colpiscono migliaia di palestinesi, è la grande confusione, il traffico e una situazione di grande tensione che regna per ore nella zona antistante la grande Porta di Damasco, l’ingresso più importante nella Città Vecchia di Gerusalemme.

 

Di solito i palestinesi che vogliono pregare, si riuniscono nello spazio davanti alla Porta e recitano in strada le loro preghiere, diremo noi, con santa rassegnazione. Guardati a vista da centinaia di poliziotti e di agenti della Guardia di Frontiera armati di tutto punto, che sembra non vedano l’ora di farli sgomberare. Ogni tanto vi è qualche tafferuglio provocato da qualche giovane stanco di essere spintonatodai poliziotti senza ragione apparente.

 

Per gli stranieri. Siate cauti se capitate dalle parti della Porta di Damasco il venerdì mattina. Tenete gli occhi ben aperti…dovessero scambiarvi per palestinesi i poliziotti potrebbero obbligare anche voi, con urla e cattive maniere, ad entrare nel recinto settimanale “di sicurezza” nel quale si ritrovano rinchiusi tanti fedeli musulmani che invece vorrebbero raggiungere e pregare in un altro “recinto”, Haram Sharif, la Spianata di Aqsa, il terzo luogo santo per la loro fede. Nena News