Israele attacca e Jenin resiste: 1948-2002-2023

jewishvoiceforpeace.org

6 luglio 2023

Negli ultimi giorni, le forze israeliane hanno effettuato la più grande incursione in una città della Cisgiordania in oltre 20 anni, causando una distruzione diffusa.

I dettagli di questo attacco lo qualificano come crimine di guerra secondo il diritto internazionale. Nel corso della campagna di bombardamenti, l'esercito israeliano ha fatto irruzione nell'ospedale pubblico di Jenin, sparando gas lacrimogeni e munizioni vere. I militari hanno anche preso di mira i servizi di emergenza e hanno sparato gas lacrimogeni più volte all'interno dell'ospedale Khalil Suleiman, rendendo inutilizzabile il pronto soccorso.

I bulldozer dell'esercito israeliano hanno distrutto anche le strade, per impedire alle cure mediche di raggiungere i feriti - una tattica feroce che ora impedisce ai bambini di accedere a una scuola del campo gestita dalle Nazioni Unite.

Le immagini terrificanti delle famiglie disperate che cercano di sfuggire all'assalto della violenza a Jenin sono rimaste impresse nella nostra mente: bambini terrorizzati in pigiama, con le mani alzate in aria; uomini e donne che schivano i gas lacrimogeni mentre fuggono con i loro bambini in braccio; anziani spinti su sedie a rotelle; un ragazzino aggrappato al suo gatto domestico.

Le forze israeliane hanno anche bombardato il Teatro della Libertà di Jenin, dove i palestinesi si stavano riparando dal brutale assalto, e hanno tagliato l'acqua e l'elettricità a gran parte del campo e della città. I militari israeliani hanno ucciso almeno 12 palestinesi, tra cui cinque bambini, e la loro violenza ha costretto migliaia di persone ad evacuare.

Anche dopo il ritiro dell'esercito israeliano, i residenti locali sono rimasti senza accesso all'acqua potabile e all'energia elettrica, e circa l'80% delle case della zona ha subito danni durante l'assalto.

I giornalisti palestinesi hanno rischiato la vita per coprire l'assedio, con i cecchini israeliani che hanno sparato direttamente alle loro attrezzature e li hanno costretti a rifugiarsi in casa per diverse ore, impedendo la diffusione delle notizie.

I residenti del campo profughi di Jenin sono tra i discendenti delle centinaia di migliaia di palestinesi che furono costretti a fuggire dalle loro case durante la creazione dello Stato di Israele nel 1948, nota ai palestinesi come Nakba, o "catastrofe". Le famiglie palestinesi sono state rese rifugiate due o addirittura tre volte, costrette a fuggire dalle loro case ancora e ancora mentre guardano la canna del fucile israeliano.

Traduzione Leonhard Schaefer